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Piantedosi annuncia rinforzi per Prato: “La mia presenza qui segno tangibile di quello che vogliamo fare”. Ma è subito polemica tra centrodestra e centrosinistra


Il ministro dell'Interno ha presieduto il Comitato nazionale sicurezza e ordine pubblico alla presenza dei vertici italiani delle forze dell'ordine e militari. Secretata la parte dedicata alle relazioni dei procuratori Tescaroli e Spiezia sulle indagini sulla mafia cinese. Le forze di maggioranza: "Dal governo attenzione alla città". Il Pd: "Passerella elettorale con zero risultati"


Claudio Vannacci


“Il fatto che io sia qui a Prato è un segno tangibile della volontà che abbiamo di rinforzare e consolidare le strutture operative”. Parole del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che stamani, giorno di Ferragosto, era a Prato per presiedere il Comitato nazionale sicurezza e ordine pubblico insieme ai vertici nazionali di tutte le forze di polizia e militari. Un appuntamento che, per una mattina, ha fatto di Prato la capitale di fatto della sicurezza nazionale, con le strade intorno alla Prefettura blindate e controllate a vista da decine di uomini.

In particolare il ministro Piantedosi ha annunciato che sarà avviata una valutazione circa la possibilità di innalzare da Tenenza a Compagnia la presenza dei carabinieri di Montemurlo, e in più ha parlato di un rafforzamento delle strutture operative e investigative a partire da quelle della Questura.

“La scelta di Prato come sede di questo Comitato non è banale” ha ribadito il ministro Piantedosi. E infatti i lavori, dopo una prima parte dedicata ai numeri nazionali e ad un’analisi complessiva dello stato della sicurezza sul territorio nazionale, si è concentrata proprio su Prato. Tra le questioni, oltre a quella di carattere più regionale di istituire in Toscana un Centro permanenza per il rimpatrio degli immigrati irregolari, anche l’intensificazione della lotta alla criminalità e alla mafia cinese. Erano presenti al Comitato anche il procuratore di Prato, Luca Tescaroli, e quello di Firenze nonché capo della Direzione distrettuale antimafia, Filippo Spiezia. Entrambi hanno parlato di mafia cinese con Spiezia che nelle ultime ore ha fatto riferimenti chiari al rischio di rapporti tra criminalità cinese e istituzioni locali con sospetti, attualmente in fase di verifica, di una insinuazione nelle competizioni elettorali. La parte del Cospe con Tescaroli e Spiezia è stata secretata, considerata la delicatissima e impattante attività di indagine ancora in corso.

LE REAZIONI – Piantedosi al termine del Comitato ha poi incontrato i parlamentari del territorio. “È forte l’attenzione del Governo per Prato – il commento dell’onorevole Chiara La Porta di Fratelli d’Italia – lo dimostra anche il fatto che, fatta eccezione per Milano, la nostra è ad oggi l’unica città del centro-nord ad essere stata individuata dal ministero dell’Interno per il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. “Il Governo Meloni è pronto a fare tutto quello che serve per ripristinare la legalità sul territorio”. La deputata di Forza Italia Erica Mazzetti è sulla stessa lunghezza d’onda: “Lo Stato c’è, la volontà di combattere il crimine anche, tutti lavorano insieme – a partire dall’ottimo commissario prefettizio – per mettere ordine e ripristinare il decoro dopo il grande caos e, soprattutto, le Istituzioni tutte danno un messaggio chiaro: si combatte insieme contro l’illegalità, si adottano misure contro il crimine, la fermezza prende il posto del disinteresse e del lassismo che imperversava nella giunta Pd”. “Non è casuale l’attenzione del governo al dossier Prato – aggiunge Mazzetti -: siamo lo specchio del deterioramento della sicurezza, dovuto anche alla particolarità del nostro tessuto e alla penetrazione di nuove mafie e criminalità – oltre a quella cinese sta emergendo fortemente quella pachistana e magrebina -, che portano con sé un’efferatezza maggiore, aggravato dal conclamato e grave lassismo locale, come dimostrato dalla giunta del commissariamento, quando le parole d’ordine erano ‘non è nostro problema’. Oggi è si è voltato pagina”.

Di tutt’altro tono, invece, le dichiarazioni del segretario regionale del Pd, nonché deputato, Emiliano Fossi: “Quello che è avvenuto oggi a Prato rappresenta un precedente grave – dice -. Il ministro Piantedosi ha trasformato una riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in una vera e propria passerella elettorale per la destra.
Che ci facevano i parlamentari di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia in Prefettura? E perché non è stato invitato nessun rappresentante dell’opposizione? Questa destra non rispetta nemmeno le forme della minima correttezza istituzionale. Questo utilizzo spregiudicato dell’apparato statale per fini di propaganda politica in vista delle elezioni regionali è indegno di una democrazia matura. La presenza esclusiva di parlamentari della maggioranza trasforma un atto istituzionale in un comizio mascherato. Prato e la Toscana meritano rispetto, non queste messinscene che sviliscono il ruolo delle istituzioni. Chiediamo al governo di fare chiarezza su questa deriva che confonde il ruolo dello Stato con gli interessi di parte”. Con il segretario del Pd di Prato Marco Biagioni che rincara la dose: “Mi chiedo se oggi Prato abbia ospitato il Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica o un’iniziativa elettorale della destra. A vedere le foto e le presenze mi pare più la seconda opzione. È ormai evidente che la visita del ministro Piantedosi era stata organizzata con esclusivi intenti politici. Una passerella elettorale pagata dai cittadini italiani ad uso e consumo dei partiti di governo. Non si spiega altrimenti la presenza massiccia di parlamentari della maggioranza e l’esclusione totale dell’opposizione. Ma ad essere esclusi sono stati anche tutte le sindache e i sindaci del territorio che molto avrebbero potuto dire al ministro. Stupisce e imbarazza che interi pezzi dello Stato siano stati piegati a questo evento di parte. Le istituzioni non possono essere trasformate in strumenti di propaganda elettorale, soprattutto quando i costi ricadono sui contribuenti. Ancora più amaro è il bilancio di questa iniziativa: zero fatti, solo impegni, promesse e tanta retorica elettorale a cominciare dal tema immigrazione. Davvero non ne avevamo bisogno”.
Al Comitato ha partecipato il presidente della Provincia e sindaco di Montemurlo Simone Calamai: “Prato e la sua provincia meritano risposte certe. La convocazione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza a Prato è stato un segnale importante, che deve essere accompagnato da fatti e azioni. Per questo spero che seguano prontamente risposte concrete a partire dal rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine, del tribunale, del carcere”. Calamai, che ha avuto modo di intervenire durante il Comitato per l’ordine e la sicurezza, ha ricordato che a Prato esistono complessità elevate a partire dal fenomeno dello sfruttamento nei luoghi di lavoro e delle infiltrazioni mafiose: “Ho chiesto al ministro un’azione più forte e fatti concreti da parte del governo riguardo alla presenza dello Stato sul nostro territorio per un servizio più efficiente ai nostri cittadini a partire dall’aumento dell’organico delle forze dell’ordine e un innalzamento di livello della questura di Prato con un maggior numero di agenti in servizio. Ho apprezzato anche la notizia arrivata dal ministro che presto la Tenenza dei carabinieri di Montemurlo diventerà Compagnia”.

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