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Piano di protezione civile, il Comitato Bagnolo per l’alluvione: “Servono risposte chiare e interventi urgenti sul territorio”


Dal torrente Bagnolo alla Ciclovia del Sole, passando per Oste e il Ficarello: il Comitato sollecita opere di messa in sicurezza e maggiore informazione per la popolazione .Il sindaco Calamai: «Un piano semplice ma accurato. A breve nuovi incontri»


Alessandra Agrati


Chiarezza sulle procedure da seguire in caso di una nuova alluvione, indicazione dei punti di raccolta e di rifugio per la popolazione, interventi rapidi sulle criticità idrauliche ancora presenti sul territorio e l’organizzazione di esercitazioni pubbliche di Protezione Civile. Sono queste le principali richieste avanzate dal Comitato Bagnolo per l’alluvione dopo l’assemblea pubblica organizzata ieri sera dal Comune di Montemurlo per presentare l’aggiornamento del Piano di protezione civile, documento che non veniva revisionato dal 2012. Secondo il comitato, molte delle domande poste dai cittadini hanno evidenziato questioni ancora irrisolte. “Al termine dell’incontro non abbiamo ottenuto risposte chiare su aspetti fondamentali: cosa dovranno fare i cittadini in caso di una nuova alluvione, quali saranno i punti di raccolta e di rifugio e quali interventi concreti verranno attivati dalla Protezione civile nelle diverse zone del territorio”i.
Tra le principali preoccupazioni resta la situazione del torrente Bagnolo. Durante l’assemblea è stato ricordato come nel corso d’acqua sia ancora presente una notevole quantità di materiale franato che non sarebbe mai stata rimossa dopo l’alluvione. Una condizione che avrebbe determinato un innalzamento del letto del torrente di circa due metri, aumentando significativamente il rischio idraulico per le abitazioni della zona. “Mentre nei Comuni limitrofi molti corsi d’acqua sono stati sistemati o sono in fase di sistemazione, il torrente Bagnolo continua a rappresentare una criticità irrisolta”, sottolinea il comitato. Un altro punto particolarmente delicato riguarda la Ciclovia del Sole nel tratto che attraversa via Fratelli Cervi. Sotto l’infrastruttura passa infatti la condotta del torrente Stregale, che durante gli eventi meteorologici più intensi tende ad andare in pressione e ad esondare. Secondo quanto riferito nel corso dell’assemblea, Publiacqua non avrebbe ancora ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per avviare gli interventi di messa in sicurezza. Una situazione che continua a preoccupare residenti e cittadini della zona. Restano inoltre aperte le problematiche che interessano la frazione di Oste, dove le reti fognarie continuano a mostrare criticità durante le piogge più intense. Anche in questo caso, secondo il comitato, non sarebbero state fornite spiegazioni soddisfacenti sui ritardi accumulati negli interventi previsti.
Tra i temi affrontati, secondo il comitato, figura anche la recente deviazione del corso del torrente Ficarello per consentire la realizzazione di una nuova pista ciclabile.” La modifica – spiegano i rappresentati – ha creato una curva particolarmente accentuata nel tracciato del torrente e quidi chiediamo chiarimenti sugli effetti che questa soluzione potrebbe avere sul deflusso delle acque in caso di piena”. Su questo aspetto viene ritenuto necessario un approfondimento da parte del Genio Civile, che ha competenza sull’approvazione e sul controllo dell’opera. “Abbiamo avuto ancora una volta l’impressione che molti cittadini fossero più informati sulle criticità del territorio rispetto a chi era chiamato a illustrarne la gestione”, affermano i rappresentanti del comitato. Proprio per questo ha annuncia la proposta di organizzare esercitazioni di Protezione Civile nelle diverse aree del Comune – Montemurlo centro, Bagnolo e Oste – simulando gli eventi alluvionali del 2 novembre 2023. L’obiettivo è verificare concretamente quali comportamenti dovrebbero adottare i cittadini e quali procedure operative dovrebbero essere seguite da volontari e strutture di emergenza in situazioni analoghe.
I rappresentanti del comitato hanno inoltre evidenziato che le osservazioni formulate dai cittadini erano state inviate preventivamente tramite pec, ma che tali contributi non sarebbero stati mostrati all’ingegner Federico Binaglia,esperto del settore che ha seguito il percorso per conto di Anci Toscana, prima dell’incontro pubblico. Nonostante le numerose questioni ancora aperte, il comitato ritiene positivo aver portato all’attenzione dell’Amministrazione problemi concreti e urgenti. Lo stesso ingegner Binaglia, secondo quanto riferito, avrebbe riconosciuto il valore delle osservazioni avanzate dai cittadini e la loro utilità per migliorare e integrare il nuovo Piano di protezione civile.
Resta infine una considerazione “La vita delle persone deve essere al primo posto, ma salvarsi la vita e perdere la casa, i mobili e i sacrifici di una vita, senza ristori adeguati e senza un sostegno economico sufficiente, significa affrontare conseguenze pesantissime. Chi ha risparmi può tentare di ripartire, chi non li ha si trova spesso ad arrangiarsi da solo”.
All’appuntamento hanno preso parte il sindaco Simone Calamai, gli assessori alla protezione civile Valentina Vespi e il vice sindaco e assessore all’ambiente, Alberto Vignoli, gli uffici tecnici coinvolti nella stesura del documento. L’aggiornamento, secondo quanto comunicato dall’ammnistrazione, si inserisce nel solco di un importante lavoro pluriennale già avviato dal Comune sulla materia. Pur mantenendo continuità con il modello operativo, l’organizzazione e gli obiettivi strategici preesistenti, il nuovo Piano introduce un necessario adeguamento normativo recependo le più recenti disposizioni legislative sia a livello nazionale che regionale. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è stato quello di redigere uno strumento improntato alla massima linearità e semplicità, pur nel rigoroso rispetto dei limiti di legge. In questa prospettiva la relazione definisce gli obiettivi strategici e il modello organizzativo, le modalità operative da attivare nei diversi scenari di rischio presenti sul territorio e l’inquadramento preciso delle aree critiche e l’individuazione della popolazione esposta. Il documento è arricchito da una serie di allegati tecnici fondamentali, a partire da una cartografia del rischio puntuale e aggiornata, fino alla ridefinizione del Centro operativo comunale. Quest’ultimo, strumento chiave in caso di emergenza, attivato direttamente dal sindaco, è stato riorganizzato e ottimizzato attraverso cinque funzioni di supporto per garantire la massima tempestività ed efficacia d’azione. Durante la serata è stata ribadita con forza la natura stessa della Protezione civile, intesa come una complessa e sinergica rete di soggetti. A livello locale, un ruolo di primissimo piano è svolto dalle associazioni di volontariato, attori principali sia per il monitoraggio dinamico del territorio sia per l’azione operativa sul campo da parte delle squadre coinvolte. «L’incontro di ieri ha registrato un confronto positivo e costruttivo con i cittadini presenti.- ha sottolineato il sindaco Simone Calamai- La sicurezza individuale e di comunità passa prima di tutto dalla consapevolezza. Per questo nel prossimo futuro verranno promosse ulteriori iniziative pubbliche e modalità diversificate di comunicazione per divulgare in modo capillare i contenuti del Piano e i modelli di comportamento da adottare, garantendo un’informazione costante e accessibile a tutta la comunità».

Edizioni locali: Montemurlo

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