Adeguare rapidamente le case di caccia e i centri di sosta, rafforzare la biosicurezza negli allevamenti e istituire una regia regionale con una comunicazione unitaria. Sono queste le tre principali richieste emerse dalla riunione operativa promossa dal presidente della Provincia di Prato Simone Calamai per definire le azioni necessarie a contenere la diffusione della peste suina africana. L’incontro arriva dopo che dal 21 luglio, come anticipato da Notizie di Prato, i Comuni di Prato, Montemurlo, Vaiano, Vernio e Cantagallo sono stati inseriti nella Zona di restrizione 1 (R1), misura adottata in via preventiva dopo i casi registrati nel Pistoiese. La classificazione comporta lo stop alla normale caccia al cinghiale e l’applicazione di rigide misure di biosicurezza. Il virus colpisce cinghiali e suini, ma non è trasmissibile all’uomo. Tra le priorità c’è l’adeguamento delle case di caccia e dei centri di sosta e raccolta, indispensabili per consentire alle squadre di contenimento di operare nel rispetto delle norme sanitarie. Per questo Provincia e Comuni hanno chiesto a Regione e Asl indicazioni tecniche immediate sulle caratteristiche che dovranno avere queste strutture. «È fondamentale definire con chiarezza i requisiti e le caratteristiche strutturali che devono avere le case di caccia e i centri di sosta per consentire ai Comuni di individuare e allestire rapidamente nuovi spazi idonei e soluzioni operative semplici», ha sottolineato Calamai. Un altro punto riguarda la tutela degli allevamenti e del settore agricolo. Durante il confronto è stata ribadita la necessità di rafforzare le misure di biosicurezza nelle aziende zootecniche, considerate essenziali per salvaguardare una filiera strategica per l’economia del territorio e nazionale. Infine è stata avanzata la richiesta di una regia unica regionale per coordinare la comunicazione sull’emergenza e predisporre una cartellonistica omogenea nelle aree boschive, così da informare cittadini ed escursionisti sui comportamenti corretti. Proprio la collaborazione di chi frequenta i boschi è ritenuta fondamentale. Chi si reca nelle aree verdi per passeggiare o raccogliere funghi e altri prodotti del sottobosco è invitato a non toccare le carcasse di animali morti, in particolare dei cinghiali, e a segnalarne immediatamente il ritrovamento alla Polizia provinciale o alle altre autorità competenti, per consentire i controlli sanitari e limitare la diffusione del virus.
Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni coinvolti, i veterinari dell’Asl Toscana Centro, i funzionari della Regione Toscana, le associazioni degli agricoltori, degli allevatori e dei cacciatori, oltre ai Carabinieri forestali. Obiettivo condiviso è evitare che il territorio passi a livelli di restrizione superiori e mantenere l’attuale classificazione in zona R1.
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