Sul nuovo statuto della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato c’è ancora di che discutere. Almeno secondo alcuni soci – una decina – che, dopo la recente sentenza della Corte d’appello civile di Firenze, hanno presentato ricorso in Cassazione. Un ricorso, quello scritto dagli avvocati Giuseppe Morbidelli e Leonardo Masi, articolato in diversi punti per controbattere alle motivazioni con cui i giudici di secondo grado, confermando quando stabilito dai colleghi del tribunale di Prato, hanno riconosciuto la linearità e legittimità dello Statuto rispetto alle norme di legge. Sentenza che ricalca quelle pronunciate anche in sede amministrativa dal Tar e dal Consiglio di Stato. Da anni ormai lo statuto, approvato dal Consiglio di indirizzo della Fondazione e dal ministero dell’Economia nel 2020, è un campo di battaglia su cui si misurano i due fronti contrapposti: i soci che non hanno mai apprezzato la riforma dello statuto e quelli – vertici ex e attuali compresi – che hanno sempre spinto per un rinnovamento e per un’apertura al territorio”. Subito dopo la sentenza della Corte d’appello, la presidente della Fondazione, Diana Toccafondi, aveva auspicato la fine delle ostilità sottolineando quanto sia stato oneroso affrontare i gradi di giudizio, sia in termini economici che di tempo. E no, c’è ancora l’ultimo tassello perché i soci contrari al nuovo statuto non si sono arresi.
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