A Carmignano stanno arrivando in questi giorni le nuove bollette della Taric e, secondo quanto rilevato da alcuni cittadini, gli importi risultano in forte aumento rispetto allo scorso anno. In diversi casi, analizzando le fatture tra il 2024 e il 2025, gli incrementi supererebbero il 20%. Un dato che ha riacceso il dibattito sul sistema di tariffazione dei rifiuti e che è al centro anche di un sondaggio promosso dal Comitato No Taric Carmignano.
Il Comitato ha infatti reso noti i risultati di uno studio online pubblicato sulla propria pagina e rivolto alla popolazione locale. I dati, spiegano i promotori, sono ancora in aggiornamento ma delineano già un quadro di forte insoddisfazione tra i residenti.
Dalle risposte raccolte, provenienti per l’88% da utenti domestici, emergerebbe una netta bocciatura dell’attuale modello di tariffazione corrispettiva. Molti partecipanti al sondaggio chiedono esplicitamente l’abbandono della Taric e il ritorno al precedente sistema Tari. Solo una parte minoritaria si dichiarerebbe disponibile a mantenere l’attuale modello, ma a condizione di eliminare quello che viene percepito come un continuo onere di controllo a carico dei contribuenti.
Il sondaggio ha affrontato anche il tema delle modalità di conferimento dei rifiuti. Secondo i dati diffusi dal comitato, il 45% dei partecipanti preferirebbe tornare ai cassonetti differenziati, per poter decidere in autonomia quando conferire i rifiuti. Il sistema di raccolta “porta a porta” puro raccoglierebbe invece il consenso di circa il 25% degli intervistati, mentre il 30% si esprime a favore di una soluzione intermedia con un sistema misto.
Una parte dei cittadini, circa il 30% secondo il sondaggio, indicherebbe inoltre come possibile alternativa l’introduzione di cassonetti intelligenti dotati di tag e lettura ottica, ritenuti un compromesso tra efficienza del sistema e maggiore flessibilità rispetto ai calendari rigidi della raccolta domiciliare.
Il Comitato No Taric Carmignano critica anche il rapporto con le istituzioni locali. I promotori spiegano di aver rivolto oltre venti domande all’amministrazione comunale e al gestore del servizio, Alia Plures, ricevendo – sostengono – risposte ritenute troppo burocratiche. In particolare sarebbe stato precisato che l’articolazione della tariffa è di competenza dell’Ato, l’autorità d’ambito che pianifica e controlla il servizio dei rifiuti. Lamenta inoltre una scarsa trasparenza su alcuni dati, tra cui quelli relativi all’attività degli ispettori ambientali nel 2025 e all’eventuale aumento dei casi di abbandono dei rifiuti sul territorio.
Annuncia quindi di voler proseguire la mobilitazione chiedendo l’apertura di un tavolo di confronto con le istituzioni, l’organizzazione di un incontro pubblico con amministrazione comunale, gestore del servizio e rappresentanti dell’Ato e una revisione del sistema tariffario con costi più equi e procedure più semplici per le famiglie. Secondo il gruppo, le adesioni all’iniziativa continuano a crescere e tra i cittadini aumenterebbe la richiesta di risposte più chiare sul futuro della gestione dei rifiuti.
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