A poco più di venti giorni dalla chiusura definitiva del laboratorio della Fondazione Caritas di via Magnolfi, le famiglie degli utenti continuano ad attendere un incontro chiarificatore per capire quale sarà il futuro delle persone che da anni frequentano la struttura. Un confronto che era stato annunciato il 20 dicembre scorso dal vescovo Giovanni Nerbini, ma che finora non si è mai concretizzato. In quella occasione, Nerbini era stato avvicinato dai familiari che protestavano davanti alla Curia e si era detto disponibile a coinvolgere la Fondazione Solidarietà Caritas Onlus, ente gestore del laboratorio, per ascoltare le richieste delle famiglie e organizzare un incontro con le due dipendenti e con i parenti dei due utenti inseriti nel percorso socio-terapeutico, in accordo con l’Asl. Da allora, però, nulla si è mosso. “Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione – spiegano le famiglie – e in realtà né dalla Fondazione né dalla Diocesi è mai arrivata una comunicazione ufficiale sul destino del laboratorio. Sappiamo che la struttura chiuderà, ma ci dispiace che alle parole non sia seguito un confronto. È stata un’occasione persa”. Nel frattempo i familiari si stanno muovendo autonomamente per trovare una nuova collocazione ai propri cari, in alcuni casi chiedendo supporto ai servizi sociali. “Anche su questo fronte – continuano – siamo stati lasciati soli. Abbiamo dovuto chiedere noi un appuntamento e i tempi sono strettissimi. Il futuro dei nostri familiari resta sempre più incerto”.
aa
Riproduzione vietata