Pena ridotta da due anni e 20 giorni a un anno 6 mesi e 20 giorni di reclusione per il gambiano di 29 anni, difeso dall’avvocato Amanda Veggia, che finì nei guai dopo la denuncia per stalking, lesioni e tentata violenza presentata nel 2022 dalla ex fidanzata molto più grande di lui, una sessantenne. I giudici di secondo grado hanno riformato la sentenza pronunciata dal giudice delle udienze preliminari del tribunale di Prato al termine del rito abbreviato. Una riduzione dovuta al fatto l’imputato, a tre anni e mezzo dalla prima condanna, è stato assolto dal reato di stalking.
La donna, assistita dall’avvocato Christian Vannucchi, raccontò agli inquirenti che l’ex, accecato dalla gelosia, si era lasciato andare a episodi di violenza e che in una occasione l’aveva costretta anche a ricorrere alle cure del pronto soccorso per un morso a una mano. Episodio non denunciato sul momento ma solo in seguito quando, sempre stando al racconto fatto dalla sessantenne, la situazione si era fatta sempre meno gestibile e agli screzi per gelosia si erano aggiunte richieste di denaro, oltre alla minaccia di suicidio e a quella di dare fuoco alla casa. Accuse che sono state contestate da subito dal difensore del gambiano che alla fine, davanti ai giudici di Appello, è riuscita ad affermare una versione che di fatto ha smontato e cancellato l’accusa di stalking. In particolare, l’avvocato Veggia ha dimostrato che tra i due le telefonate erano continuate anche dopo la denuncia e che non c’erano mai state condotte persecutorie da parte dell’imputato. Una tesi accolta che ha portato alla riduzione della pena inflitta in primo grado.
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