La frazione di Paperino si prepara a vivere una nuova stagione del suo Carnevale, e questa volta con un vestito tutto nuovo. Da febbraio 2026, infatti, sarà la neonata associazione Carnevale di Paperino a organizzare la storica sfilata, raccogliendo un’eredità che fino allo scorso anno era stata portata avanti dal circolo Arci di via dell’Alloro. Una trasformazione dettata da ragioni burocratiche e pratiche: una struttura più snella, capace di intercettare più facilmente i bandi, ma anche il desiderio di dare gambe al futuro senza smarrire una tradizione che affonda le sue radici nel lontano febbraio 1977, quando per la prima volta i carri attraversarono le strade della frazione.
Il debutto ufficiale dell’associazione è fissato per venerdì 12 settembre, con lo Street Lab Party: laboratori creativi per bambini, stand di street food, musica e balli. «Si tratta – spiega il presidente Giacomo Guasti – del primo evento firmato dalla nuova realtà, in preparazione delle sfilate dell’8, 15 e 17 febbraio. L’ambizione di quest’anno è tornare a costruire i carri: un’esperienza di socialità che unisce la comunità».
Proprio qui, però, si apre la sfida più grande: trovare uno spazio adeguato. «Rinnoviamo l’appello – prosegue Guasti – a chiunque abbia dei locali idonei da mettere a disposizione. L’ultimo carro lo abbiamo costruito nel 2020, prima della pandemia: riportare in vita quella magia sarebbe un passo fondamentale per tutti».
L’associazione nasce nel solco di una tradizione popolare che non vuole restare solo memoria, ma continuare a essere presente e pulsante. «Così come il circolo Arci – sottolinea Guasti – anche noi vogliamo essere parte integrante del territorio, non solo geograficamente ma anche culturalmente. Le realtà come la nostra sono punti di riferimento: vanno tutelate, ma anche annaffiate, per crescere e passare il testimone alle nuove generazioni».
Alla festa di sabato parteciperanno anche numerose altre associazioni, segno che attorno al Carnevale di Paperino si sta costruendo una rete sempre più fitta, capace di intrecciare impegno, creatività e comunità. Un seme che, se coltivato, promette di riportare in strada non solo i carri allegorici, ma soprattutto lo spirito autentico di un paese che ama riconoscersi nella gioia del suo Carnevale.
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