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Museo del Tessuto, ricavi in crescita e conti ok: nel 2025 oltre 28mila visitatori e 1,76 milioni di euro di entrate


In Commissione 2 illustrati i risultati ottenuti dall'istituzione culturale: fondamentale la capacità di intercettare i bandi nazionali ed europei. A novembre in programma una grande mostra sulle scarpe Sneakers


Alessandra Agrati


Un museo che continua a crescere e che ancora una volta dimostra una significativa capacità di autofinanziarsi attraverso le proprie attività, le mostre, i bandi e i progetti europei. È quanto emerge dal bilancio 2025 del Museo del Tessuto, presentato in Commissione 2 dalla presidente della Fondazione Fabia Romagnoli e dal direttore Filippo Guarini. I ricavi complessivi sono saliti a 1.759.559 euro, rispetto agli 1.603.649 euro del 2024, con un incremento di oltre 155mila euro. A sostenere la crescita non sono soltanto i contributi pubblici, ma soprattutto la capacità della struttura di intercettare risorse attraverso la progettazione e le proprie attività. Nel 2025 i sei progetti europei hanno portato 347.596 euro, mentre le entrate commerciali hanno raggiunto 307.335 euro, con un incremento del 17%. Una voce nella quale rientrano anche il bookshop e la biglietteria, con i ricavi dei biglietti cresciuti del 6%. Complessivamente dai soci fondatori sono arrivati 459.500 euro. Il Comune di Prato, unico socio fondatore rimasto, ha garantito un contributo ordinario di 269.500 euro, invariato da diversi anni, oltre a contributi straordinari. “Per il 2026, ha spiegato Romagnoli – abbiamo chiesto di alzrlo a 230mila euro”.
Altri 120mila euro sono arrivati dai sostenitori: 20mila euro dal Gruppo Estra, 35mila da Saperi e 65mila dalla Fondazione Cassa di Risparmio. Dallo Stato sono arrivati 133.748 euro e dalla Regione 47.727 euro. A questi si aggiungono 157.336 euro di contributi liberali e 8mila euro di sponsorizzazioni. Proprio sulle erogazioni liberali Romagnoli ha sottolineato il risultato raggiunto dal Museo: “Secondo quanto ci ha riferito l’assessore regionale alla Cultura Manetti, siamo la struttura toscana che riceve più erogazioni liberali”. Il dato economico si accompagna a una consistente attività culturale. Nel 2025 il Museo ha realizzato sei mostre e ha registrato 28.157 visitatori in presenza, distribuiti su 317 giorni di apertura e 1.933 ore complessive. La media è stata di 2.346 visitatori al mese e 89 al giorno. Particolarmente significativo il dato relativo alle scuole: 6.097 studenti hanno partecipato alle attività didattiche, per un totale di 337 iniziative tra visite guidate, laboratori e lezioni frontali. Di queste, 244 rientravano nell’attività ordinaria e 93 nei progetti speciali. Buona anche la risposta delle famiglie, con 2.598 partecipanti al programma educativo dedicato. Complessivamente sono stati 6.137 i partecipanti ai diversi programmi e agli eventi organizzati dal Museo nel corso dell’anno. Tra le altre attività figurano 590 partecipanti a compleanni, campus e centri estivi, 736 alle attività per adulti, 3.330 agli eventi del Museo e 2.071 agli eventi organizzati da altri soggetti. Numeri che, insieme alle risorse intercettate attraverso bandi e progettazione europea, confermano la capacità del Museo del Tessuto di costruire una parte significativa delle proprie entrate attraverso l’attività ordinaria e straordinaria, senza affidarsi esclusivamente al finanziamento pubblico.
Nel corso della commissione sono emerse però anche alcune criticità legate alla sede. Nella sala principale si verificano infiltrazioni d’acqua dal tetto, dovute alla mancanza di una parte della guaina. Secondo quanto riferito da Romagnoli, i lavori necessari sarebbero già stati finanziati durante il periodo del commissariamento. Resta inoltre la necessità di disporre di maggiori spazi, anche alla luce della crescita delle attività e del pubblico. altro problema è la carenza ” Le colelzioni – ha spiegato Guarino- sono aumentate nel corso degli anni e quindi abbiamo nuove necessità”.
Guardando al 2026, tra gli appuntamenti in programma c’è la mostra dedicata alle Sneakers, prevista a novembre, che ripercorrerà l’evoluzione della calzatura sportiva dai primi modelli fino alle versioni più recenti. “Sarà la prima nazionale- ha annunciato il direttore – organizzata da un ente pubblico abbiamo già il sostegno di importanti brand.”

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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

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Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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