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Musei cittadini, prima vittoria di Sudd Cobas: contratto e reintegra per una lavoratrice. L’obiettivo è la stabilizzazione di tutte


Una educatrice è rientrata con un contratto a tempo indeterminato dopo il cambio di appalto. Il sindacato: "Ora aumentare anche le ore contrattuali "


Alessandra Agrati


Una delle educatrici museali rimaste senza lavoro dopo il cambio di appalto dei servizi nei musei pratesi è stata reintegrata con un contratto a tempo indeterminato. A renderlo noto è il Sudd Cobas, che definisce il rientro “una prima vittoria”, ma sottolinea come la vertenza sia ancora aperta: il sindacato chiede infatti la stabilizzazione delle lavoratrici ancora escluse e un aumento delle ore contrattuali per il personale già in servizio.
Il sindacato ricorda che dal 1° luglio, con il passaggio alla nuova gestione dei servizi educativi del Centro Pecci, del Museo del Tessuto e delle strutture museali comunali di Palazzo Pretorio e Castello dell’Imperatore, alcune educatrici erano state lasciate a casa senza indicazioni sul proprio futuro, nonostante, secondo il Sudd Cobas, negli ultimi mesi avessero svolto un numero di ore di lavoro ben superiore a quello previsto dai rispettivi contratti part-time. “Oggi – spiega il sindacato – a una delle lavoratrici è stato finalmente riconosciuto un contratto a tempo indeterminato ed è rientrata a lavoro”.
Per il Sudd Cobas, tuttavia, restano aperti due nodi fondamentali. “Il primo sono le ore contrattuali: tutte le lavoratrici hanno dei contratti indeterminati part-time che oscillano tra le 8 e le 12 ore settimanali, ma durante tutto il 2025 le effettive ore di lavoro sono state effettivamente il doppio ogni settimana. A fronte di questa situazione, è chiaro che le lavoratrici hanno diritto a un aumento del monte ore contrattuale che possa garantire loro un salario degno, oltre che ad un corretto inquadramento. Il secondo è la necessità di stabilizzare tutte le educatrici precarie ancora rimaste a casa: hanno lavorato per anni con finte partite IVA, svolgendo le stesse mansioni e gli stessi orari di tutte le altre educatrici. Oggi, però, dal fronte dell’azienda tutto tace”.
La vertenza riguarda il cambio di appalto affidato al raggruppamento formato da Eda Servizi e CoopCulture. Nelle scorse settimane il Sudd Cobas aveva chiesto l’apertura di un tavolo di confronto con le aziende per garantire il mantenimento dei posti di lavoro, un corretto inquadramento professionale e un adeguamento delle ore contrattuali alle effettive esigenze del servizio. Il sindacato aveva inoltre denunciato che le educatrici, oltre a svolgere visite guidate e laboratori didattici, venivano impiegate anche in attività di sorveglianza, apertura e chiusura delle strutture e biglietteria.
Il 7 luglio intanto si è svolto un tavolo convocato dal Comune di Prato, al quale hanno partecipato le assessore Benedetta Squittieri e Ilaria Santi e le organizzazioni sindacali. Secondo il Sudd Cobas, durante l’incontro è stata ribadita la necessità di tutelare tutti i posti di lavoro e di superare il ricorso ai part-time involontari, obiettivi condivisi anche dall’amministrazione comunale.
Il sindacato lamenta però ancora una volta il mancato coinvolgimento di tutte le sigle sindacali nel confronto con le aziende. “Abbiamo appreso che il 20 luglio le aziende hanno convocato un nuovo tavolo sindacale, a cui solo la metà delle sigle sindacali che rappresentano le lavoratrici sono state convocate. Il gioco delle sedie, ma con la vita delle persone”

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(N° 4 del 14/02/2009)
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