La Prato degli anni ’80 e ’90 respirava l’energia dei grandi eventi culturali. Nella chiesa di San Francesco, Katia Ricciarelli era pronta a incantare il pubblico con la sua voce, e al suo fianco, come accompagnatore discreto, c’era Pippo Baudo. La coppia soggiornava al centralissimo Hotel Flora, gestito da Rodolfo Tomada, che ancora oggi racconta quei giorni con un misto di ammirazione e nostalgia.
“All’epoca Prato era meta di molti artisti – ricorda Tomada – e nel mio albergo passavano sempre personaggi importanti. Ricordo bene Pippo: appena arrivato, gli chiesi di fare una foto insieme. “Non mi piace”, mi rispose con un sorriso un po’ imbarazzato. Era la prima volta che veniva fotografato accanto a qualcuno più alto di lui. Alla fine però acconsentì, e quello scatto lo conservo ancora oggi».
Non mancarono i piccoli imprevisti che rendono memorabili certi incontri. «Baudo parcheggiò la sua Lancia Thema in via Cairoli, proprio dove c’era il divieto. Stavamo chiacchierando, e all’improvviso arrivò un vigile con una multa in mano. Gli agenti della scorta sbiancarono in un attimo. Pippo, invece, restò calmo, quasi divertito. È uno di quegli episodi che non dimentichi».
Eppure, al di là di foto e multe, l’impressione che Baudo lasciò fu quella di un vero gentiluomo. «Elegante, distinto, misurato: un uomo che incute rispetto senza mai risultare distante», conclude Tomada.
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