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Monumento in memoria dei deportati, Meoni (FdI) denuncia il deterioramento. Il Comune: “Sono stati i vandali”


Sopralluogo ai giardini Erasmo Meoni di Montemurlo dopo svariate segnalazioni. L'amministrazione denuncia l'azione di un teppista che avrebbe usato un punteruolo e ha già preso contatto con l'artista che ha realizzato l'opera per sistemarla


Nadia Tarantino


“Dopo aver ricevuto svariate segnalazioni, ho fatto un sopralluogo ai giardini Erasmo Meoni e ho constatato che l’installazione dedicata alla memoria dei montemurlesi deportati durante gli scioperi di marzo 1944 è, ad appena due mesi dalla sua inaugurazione, è già deteriorata”. La denuncia arriva dal capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Antonio Matteo Meoni. “Necessario – dice – un intervento per garantire dignità alla memoria dei nostri concittadini. L’installazione risulta già compromessa in più punti e la targa commemorativa presenta diverse lettere mancanti. Criticità anche per la stele già presente nei giardini e che, nel tempo, avrebbe subito un naturale deterioramento dovuto alle intemperie. Invierò una lettera al sindaco, all’assessore alle Politiche della memoria e alla presidente del Consiglio comunale per chiedere un incontro e avviare un percorso di riqualificazione dell’opera e dell’area. Non si tratta di una questione politica ma di rispetto della memoria. I luoghi destinati alla commemorazione devono essere all’altezza del significato che rappresentano”.   

Il Comune di Montemurlo precisa che le steli sono state vandalizzate, probabilmente con un oggetto appuntito, forse un punteruolo, e non appena sono stati scoperti i danni è stato contattato l’artista Ignazio Fresu, autore dell’installazione, che darà indicazioni per la riparazione dell’opera. Le steli menhir che compongono l’opera si presentano come forme verticali sobrie, realizzate in materiale che  simula il cemento grezzo,  ma che in realtà ha una consistenza leggera 
per garantire la sicurezza delle persone che frequentano il parco.

«Chi ha commesso questo gesto – dice il sindaco Calamai- non ha alcuna consapevolezza della tragedia della deportazione nazifascista, dell’orrore che si è consumato nei campi di sterminio. Continueremo a lavorare per tramandare, soprattutto alle giovani generazioni, la memoria della deportazione. In questo momento storico, caratterizzato da violenza e sopraffazione, è importante continuare a lavorare sui valori del rispetto del prossimo e del bene comune».

Edizioni locali: Montemurlo

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(N° 4 del 14/02/2009)
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