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Montemurlo ricorda Liliana Rossi a 70 anni dalla scomparsa


Deposta una corona nella piazza a lei dedicata. Il sindaco Calamai: "Un faro di giustizia sociale e attenzione verso i più deboli"


Alessandra Agrati


Montemurlo ha reso omaggio questa mattina a Liliana Rossi nel settantesimo anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 18 giugno 1956. Nella piazza di Oste che dal 2024 porta il suo nome si è svolta una cerimonia commemorativa alla presenza del sindaco Simone Calamai e del fratello Bruno Rossi. L’iniziativa, fortemente voluta da Bruno Rossi e nata dal profondo legame di amicizia tra la famiglia e l’amministrazione comunale, ha rappresentato un momento di raccoglimento e memoria dedicato a una figura che continua a essere simbolo di coraggio, impegno civile e determinazione femminile. Nel corso della cerimonia è stata deposta una corona di alloro e fiori in ricordo di Liliana Rossi, che dedicò la sua breve esistenza alla promozione dei diritti delle donne e al sostegno delle persone più fragili. Particolarmente significativo il messaggio riportato sulla corona, scelto dal fratello Bruno: “Ricordo struggente da parte di coloro che allora e ora hanno imparato e impareranno ad essere migliori”. Parole che sintetizzano l’eredità morale lasciata da Liliana e la capacità del suo esempio di parlare ancora oggi alle nuove generazioni. Originaria di Bovino, in provincia di Foggia, Liliana Rossi è legata alla storia di Montemurlo attraverso il forte flusso migratorio che, tra gli anni Sessanta e Settanta, portò numerose famiglie bovinesi nel comune pratese alla ricerca di opportunità di lavoro e di crescita. Una comunità che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo sociale ed economico del territorio. Per questo motivo il Comune ha voluto consolidare il legame con la sua figura intitolandole, nel 2024, la nuova piazza realizzata nell’area compresa tra via della Viaccia, via Primo Maggio e via Pistoiese a Oste.
“Ricordare Liliana Rossi a settant’anni dalla sua scomparsa non è solo un atto di memoria dovuto, ma un dovere morale verso la nostra comunità – ha dichiarato il sindaco Simone Calamai –. Liliana rappresenta le radici storiche che uniscono Montemurlo a Bovino, ma soprattutto è un faro di giustizia sociale e di attenzione verso i più deboli. Le parole del fratello Bruno ci ricordano che il suo sacrificio e il suo esempio continuano a interrogarci, spingendoci a essere cittadini migliori, capaci di lottare per una società più equa e inclusiva”.

Edizioni locali: Montemurlo

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