Dalle biciclette con i freni a bacchetta a quelle elettriche, quasi un secolo di storia e tre generazioni della stessa famiglia. LenziBike si prepara a chiudere il negozio il prossimo 3 novembre, mettendo fine a un capitolo importante della storia commerciale di Montemurlo e del territorio pratese. Una decisione che nasce da ragioni economiche, legate soprattutto alla concorrenza delle vendite online, ma che non significa necessariamente un addio definitivo: la famiglia Lenzi sta già pensando a un nuovo modo di fare impresa. La storia comincia nel 1931, quando Lenzo Lenzi apre un negozio dedicato alla vendita e alla riparazione delle biciclette. Da allora l’attività è passata di generazione in generazione, mantenendo il legame con il territorio e cercando, allo stesso tempo, di adattarsi ai cambiamenti del mercato. Dai primi modelli tradizionali alle biciclette elettriche, Lenzi Biciclette ha accompagnato l’evoluzione del settore, senza rinunciare a un servizio che per anni ha rappresentato uno dei suoi punti di forza: l’officina e la manutenzione. Alessio e Valerio Lenzi, terza generazione della famiglia, hanno preso in mano l’azienda nel 2004, raccogliendo il testimone del padre Tiziano. Nel tempo l’attività si è ampliata notevolmente, passando da 120 metri quadrati a circa 2mila, arrivando a dare lavoro fino a 15 persone. Oggi i dipendenti sono sei. Abbiamo cercato di stare al passo con i tempi, passando dalle biciclette con i freni a bacchetta a quelle elettriche e continuando a offrire assistenza e manutenzione, con un’officina in grado di seguire tutte le fasce di prezzo», racconta Alessio Lenzi. A rendere sempre più difficile andare avanti, però, è stato il cambiamento nelle abitudini di acquisto dei clienti. Il problema, spiega Lenzi, non è soltanto la concorrenza dei prezzi sul web, ma anche il tempo e le risorse necessari per garantire un servizio adeguato senza riuscire poi a trasformarlo in vendite.n”Per soddisfare i clienti- spiega Alessio Lenzi – serve personale, ma spesso succede che le persone vengano in negozio, provino gli articoli, chiedano informazioni e poi comprino online. Per noi diventa difficile sostenere i costi e avere margini sufficienti”.
È il paradosso con cui si confrontano molti negozi specializzati: il cliente cerca in presenza la consulenza, la possibilità di provare un prodotto e la competenza di chi conosce il settore, ma conclude l’acquisto su Internet, spesso per risparmiare. Un modello che mette in difficoltà soprattutto le attività che investono nel servizio, nell’assistenza e nella disponibilità di personale qualificato. Per LenziBike, dunque, la chiusura non è una resa di fronte al cambiamento, ma la presa d’atto di un equilibrio economico diventato difficile da mantenere. Anche dopo aver ampliato gli spazi e aggiornato l’offerta, non è più possibile proseguire alle condizioni attuali. Il 3 novembre sarà l’ultimo giorno di apertura del negozio nella sua forma attuale. Ma la famiglia non ha intenzione di archiviare una storia iniziata nel 1931 senza provare a immaginarne un nuovo capitolo. “Stiamo pensando a una soluzione diversa, molto futuristica, che ci permetta di continuare a lavorare e di avere margini”, anticipa Lenzi, senza entrare ancora nei dettagli del progetto.
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