“La mobilità sociale è praticamente ferma, le graduatorie scorrono lentissime e molti lavoratori sono costretti ancora a fare i pendolari pur avendo a disposizione uno strumento che risolverebbe i loro problemi”. A parlare è Alfredo Mazzarella, dirigente sindacale Uil Fpl, che da anni si occupa del sistema sanitario. Il riferimento è alla Asl Toscana centro e alla cosiddetta ‘mobilità sociale’ che consente ai dipendenti di ottenere trasferimenti e ridurre la distanza tra luogo di lavoro e casa. Enorme l’impatto di tale possibilità sulla vita non solo personale e familiare del lavoratore, ma anche sulla situazione economica in caso di affitto da pagare e, non ultimo, sul suo rendimento. “Il pendolarismo – dice il sindacalista – è fonte di stress per tutti e per questo c’era una grande aspettativa sulla mobilità sociale. Invece si procede molto, molto lentamente e per questo sollecitiamo l’azienda ad accelerare l’iter e a dare risposte ai dipendenti che chiedono legittimamente di avvicinarsi a casa. Non possiamo tollerare che la mobilità sociale resti una chimera. La graduatoria, costruita sulla base delle esigenze rappresentate dai lavoratori interessati al trasferimento, è ferma in pratica mentre c’è forte necessità di metterla in moto”.
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