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Metastasio, Bressan lascia la presidenza: dieci anni di crescita tra produzioni, pubblico e nuovi spazi


Lascia a tre mesi dalla scadenza per una questione di conflitto di interesse legata al nuovo incarico dell’azienda per cui lavora. Zampini reggente in attesa del nuovo Cda. Produzioni quasi raddoppiate, da 23 a 41, e oltre 500mila spettatori in dieci anni. Resta ancora da risolvere il problema degli spazi


Alessandra Agrati


Massimo Bressan presidente della Fondazione Teatro Metastasio lascia l’incarico a tre mesi dalla scadenza naturale del mandato. La decisione è legata a una questione di conflitto di interesse: l’azienda per cui Bressan lavora ha infatti vinto un incarico di controllo nell’ambito di un intervento finanziato dal Fondo sociale europeo della Regione Toscana, mentre la Regione è uno dei soci e finanziatori della Fondazione. Per evitare possibili sovrapposizioni, Bressan ha quindi deciso di lasciare anticipatamente la presidenza. A guidare il Metastasio nella fase di transizione sarà il vicepresidente Gabriele Zampini. Saranno poi Comune di Prato e Regione Toscana a dover procedere alle nuove nomine: al Comune spetterà indicare il presidente, mentre alla Regione il vicepresidente. Si apre così una nuova fase per la Fondazione dopo oltre dieci anni di Bressan alla guida dell’ente. Un passaggio che arriva mentre il Metastasio si prepara anche ad affrontare una delle questioni più delicate degli ultimi anni: quella degli spazi. Per il teatro Metastasio gli interventi necessari per la sicurezza sono stati finanziati per 1,6 milioni di euro e partiranno la prossima estate, una volta conclusa la stagione teatrale. L’obiettivo è consentire al teatro di ripartire con la nuova stagione a piena capienza. I lavori riguarderanno gli adeguamenti alla sicurezza della sala, sottoposta anche alla tutela della Soprintendenza, ma interesseranno anche il foyer, dove saranno rimossi i pannelli in legno. Più complessa è la situazione del Fabbricone, inserito nel progetto regionale di riqualificazione dell’area. Il primo passaggio è la definizione della proprietà dell’area, che potrebbe essere acquisita dal Comune attraverso un accordo con i proprietari oppure con un esproprio. Una volta risolta la questione, il progetto avrà come orizzonte il dicembre 2029 per la conclusione degli interventi. Ed è proprio il Fabbricone ad aprire un problema immediato per il Metastasio: dove trasferire gli spettacoli durante i lavori. L’ipotesi di un tendone itinerante nelle periferie, proposta dalla sindaca Ilaria Bugetti, è stata definitivamente abbandonata. Sono stati valutati diversi capannoni, ma per renderli adeguati alle esigenze degli spettacoli sarebbero necessari investimenti consistenti.
“Tra le ipotesi anche quella di un accordo con la Fondazione Politeama per condividere gli spazi. – spiega Bressan – Una partita che, però, spetterà al nuovo consiglio di amministrazione e al Comune”
Anche il Magnolfi sarà interessato da lavori di ristrutturazione nell’ambito del progetto di riqualificazione di via della Fonderia. L’intervento prevede anche il distacco dalla foresteria ospitata nella stessa struttura.
«Mi rammarico di non essere riuscito a sistemare la questione degli spazi – ha spiegato Bressan – ma sono molto soddisfatto del rapporto che ho creato all’interno del teatro, dove tutti mi dicevano che era complicato lavorare. Il messaggio che voglio lanciare è quello di allargare i rapporti con il territorio, anche verso soggetti privati».
Sul piano economico, in questi anni le risorse complessive a disposizione della Fondazione sono cresciute di circa il 10%, con un bilancio che negli ultimi tre anni si è attestato intorno ai 5 milioni di euro. Le spese per il personale sono rimaste intorno ai 900mila euro l’anno, pari a circa il 20% dei costi, mentre le giornate lavorative legate alle attività della Fondazione sono passate da una media di 12mila nel primo triennio a oltre 16mila nell’ultimo.
Sono cresciute anche le produzioni: le nuove produzioni sono passate da una media di 17 all’anno a 19, mentre le coproduzioni sono aumentate da 6 a 22. Complessivamente si è passati da 23 a 41 produzioni. Nell’ultimo triennio gli investimenti nelle produzioni sono stati di circa 1,8 milioni di euro l’anno. In dodici anni il Metastasio ha registrato oltre 500mila spettatori per 4.261 rappresentazioni, tra produzioni, tournée e spettacoli ospitati. Sul fronte ministeriale, la Fondazione è passata dal 13° posto tra i Teatri di rilevante interesse culturale nel 2015 al 4° posto raggiunto dal 2022 e mantenuto nel triennio 2022-2024.
È cambiato anche il peso dei diversi finanziatori. Il contributo del Comune di Prato rappresentava il 52% dei contributi complessivi nel 2015 ed è sceso al 37% nell’ultimo triennio. Quello della Regione Toscana è passato dal 21% al 28%, mentre il Ministero della Cultura è salito dal 27% al 35%.
Resta invece una situazione economica da riequilibrare: il bilancio 2025 si è chiuso con un disavanzo di 156mila euro su 4,8 milioni di euro, pari al 3%. È la prima volta dal 2016 che la Fondazione non chiude in pareggio. Il disavanzo è legato alla crescita dei costi e anche alla riduzione dei posti disponibili nei teatri, dovuta alla capienza ancora limitata. L’obiettivo indicato è tornare al pareggio di bilancio entro due anni. Ora la scelta del nuovo presidente e del nuovo vicepresidente coinciderà quindi con una fase delicata per il Metastasio, chiamato a gestire gli interventi sui propri spazi e, soprattutto, a individuare soluzioni temporanee per garantire la continuità della programmazione durante i lavori.

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