La Struttura Complessa di Medicina Nucleare dell’ospedale Santo Stefano di Prato conferma la certificazione ISO 9001 e compie un ulteriore passo avanti introducendo nel sistema di gestione della qualità anche criteri legati alla sostenibilità ambientale e al cambiamento climatico. Un risultato significativo per una realtà caratterizzata da tecnologie avanzate e da normative particolarmente rigorose: la certificazione non riguarda infatti solo la qualità dei processi clinici, ma si estende anche ad ambiti come il controllo della radioattività, la riduzione del consumo di carta e il monitoraggio degli indicatori ambientali, con una crescente attenzione agli impatti climatici. La verifica di mantenimento, condotta dall’ente certificatore Kiwa, ha messo in evidenza un’organizzazione solida e ben strutturata in tutte le fasi operative, sottolineando in particolare l’efficacia del lavoro di squadra e la collaborazione tra i professionisti. La struttura, diretta dal dottor Stelvio Sestini, ha così confermato la certificazione per le attività di diagnostica biomolecolare, terapia radiometabolica e radiofarmacia, includendo anche le attività di progettazione.
“Un risultato che coniuga qualità clinica, efficienza organizzativa e attenzione all’ambiente – commenta il direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Maurizio Bartolucci – e che rafforza il valore della Medicina Nucleare dell’Asl Toscana Centro”. Soddisfazione espressa anche dal dottor Sestini: “È il frutto di un lavoro condiviso e dell’impegno quotidiano di tutti i professionisti, orientato a un miglioramento continuo dei servizi”. Sulla stessa linea la direttrice sanitaria di presidio e della rete ospedaliera, Maria Teresa Mechi, che sottolinea come la Medicina Nucleare rappresenti un settore strategico, in cui organizzazione, collaborazione e attenzione ai processi risultano determinanti per garantire prestazioni sempre più affidabili.
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