I poliziotti della Squadra Mobile di Prato li hanno sorpresi proprio mentre stavano scambiandosi un’ingente quantità di droga, trasportata con un furgone. In manette tre uomini: un 20enne marocchino, un 30enne italiano e un 31enne albanese. Sono accusati, in concorso tra loro, di aver trasportato, ceduto e detenuto 83,74 chilogrammi di hashish, suddivisi in panetti, destinati al mercato degli stupefacenti pratese. La procura – che ha ottenuto dal gip per tutti e tre un’ordinanza di custodia cautelare in carcere – ritiene che lo stupefacente fosse destinato all’ingrosso e che avrebbe permesso di ricavare più di un milione di dosi e di fruttare quindi agli indagati circa un milione di euro. I tre sono stati sorpresi sabato scorso 11 aprile dal blitz della Mobile in via di Rilaio a La Briglia, nel comune di Vaiano, dove si erano dati appuntamento per lo scambio della droga. Il cittadino marocchino, che ha svolto la funzione di corriere, è arrivato con un furgone in cui erano occultati i panetti di hashish, in un vano ricavato nel pianale del mezzo. Poi ha ceduto parte dello stupefacente agli altri due, arrivati in auto. L’italiano è risultato avere la disponibilità di 4.295 euro in contanti. Uno degli arrestati era invece in possesso di un ‘criptofonino’. I tre sono stati quindi arrestati.




L’operazione, come spiegato dalla polizia, è il risultato di una meticolosa attività della Squadra Mobile, che ha saputo analizzare e riscontrare con tempestività notizie confidenziali riguardanti un ingente carico di sostanza stupefacente in arrivo in città, trasportata da un corriere della droga nel vanno segreto all’interno di un anonimo furgone. Gli investigatori si sono appostati per alcune ore in un servizio di osservazione, mimetizzati nella vegetazione, per poi entrare ina zione quando è iniziato il travaso del carico nell’autovettura. I tre malviventi hanno tentato una vana fuga a piedi gettandosi tra la fitta vegetazione, cercando di approfittare dell’oscurità, ma sono stati prontamente raggiunti e bloccati dopo un breve inseguimento dagli agenti che avevano già cinturato l’area, rendendo vano ogni loro tentativo.
Gli esami tecnici preliminari sullo stupefacente, effettuati dal consulente nominato dalla procura, hanno consentito di individuare punte di principio atțivo che arriva a circa il 46%. Un grado che da tempo non veniva trovato.
Riproduzione vietata