Indagato per abuso d’ufficio e concussione, rinviato a giudizio e processato: una vicenda giudiziaria cominciata nel 2013 e finita nel 2023 con l’assoluzione piena. Maurizio Bettazzi, ex presidente del Consiglio comunale di Prato finito sotto inchiesta proprio durante il mandato amministrativo, festeggiò l’assoluzione con maxi manifesti affissi in tutta la città (accanto alla sua foto la scritta a caratteri cubitali ‘Assolto dopo dieci anni, il fatto non sussiste’), convocò una conferenza stampa con i suoi avvocati e rilasciò interviste anche alla stampa nazionale. E proprio una di quelle interviste gli è costata l’iscrizione sul registro delle notizie di reato della procura di Milano. Tutto nasce dalla querela presentata dai due pubblici ministeri titolari dell’inchiesta pratese che non hanno gradito alcune dichiarazioni rilasciate da Bettazzi al quotidiano ‘Libero’.
Bettazzi, assistito dallo studio legale Fanti-Cenni, si trova nuovamente ad avere a che fare con la giustizia dopo i dieci anni passati a difendersi e a dichiarare la propria innocenza di fronte alle accuse mosse dalla procura nell’ambito dei rapporti intercorsi tra lui (consulente finanziario) e Asm, all’epoca azienda dei rifiuti dell’area pratese. La procura puntò l’attenzione su una consulenza affidata dall’azienda proprio a Bettazzi in qualità di mediatore finanziario; l’obiettivo era trovare una banca disposta ad aprire canali di finanziamento ad Asm che, in quel periodo, era alle prese con una pesante crisi di liquidità che metteva a rischio il pagamento degli stipendi di 400 dipendenti. I problemi dell’azienda dei rifiuti trovarono soluzione ma a Bettazzi (così come a un suo collega, all’allora direttore generale di Asm e al direttore della banca che erogò il prestito) arrivò un avviso di garanzia.
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