Secondo i dati pubblicati da Eduscopio edizione 2025/26, il Marconi si conferma la scuola superiore di Prato con il più alto indice di occupazione post-diploma: a due anni dal titolo di studio il 75,73% degli studenti risulta occupato. Sul secondo gradino del podio si colloca il Buzzi con un tasso del 73,08%, seguito dal Dagomari che raggiunge il 71,88%. Per quanto riguarda i licei, Notizie di Prato ha scelto come parametro di confronto la media dei voti ottenuta al primo anno di università. A primeggiare sono gli studenti del liceo scientifico Copernico, con una media di 27,33. Poco dietro, gli alunni del liceo classico di via Baldanzi, che totalizzano 27,17, mentre al terzo posto si piazza il liceo artistico Brunelleschi con 27,14. L’indagine di Eduscopio, pensata anche come strumento di orientamento per le famiglie nella scelta delle scuole superiori, offre però un quadro molto più articolato.
Per gli istituti tecnici economici e tecnologici, così come per i professionali (settori servizi, industria e artigianato), lo studio analizza infatti anche: la destinazione dei diplomati (università, lavoro o altro), la stabilità del contratto lavorativo, la distanza tra luogo di lavoro e residenza e la coerenza tra occupazione ottenuta e percorso di studi. “Il Marconi rispetto allo scorso anno – spiega il preside Paolo Cipriani ha migliorato di un punto percentuale la sua performance, ma il dato più significativo è quello della coerenza tra gli studi e il lavoro trovato con indice a 63 e soltanto 115 giorni per ottenere un contratto significativo” Per i licei – classico, scientifico (tradizionale, tecnologico o scienze applicate), sportivo, linguistico, artistico e delle scienze umane – Eduscopio considera invece indicatori quali: i tassi di iscrizione e abbandono, il tipo di percorso universitario intrapreso, la media del voto di diploma, il numero di studenti che completano il percorso in regola.
Anche per quest’anno – spiega Luca Borgioli dirigente scolastico del Copernico – lo scientifico si conferma in cima alla graduatoria, ma buoni risultati ci sono anche per il linguistico : entrambi gli indirizzi crescono in qualità” Un quadro dettagliato che fotografa da vicino la qualità delle scuole pratesi e l’efficacia dei loro percorsi formativi.
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