Tre piazze diverse, distanti tra loro, e solo presidi statici, senza cortei. E’ questa la soluzione adottata dalla Questura per le tre manifestazioni in programma sabato prossimo 7 marzo a Prato quando in città sono attesi rinforzi delle forze dell’ordine provenienti da fuori. Ci sarà infatti da garantire l’ordine pubblico per tutte e tre le iniziative, anche se il fatto di non aver autorizzato i cortei dovrebbe rendere più difficile il rischio che ci siano scontri e incidenti, tenendo distanti tra loro i manifestanti.
La prima iniziativa in programma è quella nazionale per la remigrazione che si terrà a partire dalle 15 in piazza Europa. Sono attesi almeno 500 persone provenienti da fuori città, alle quali si uniranno i manifestanti locali. Tra questi anche il candidato sindaco della Lega Claudiu Stanasel, unico politico di rilievo ad avere aderito all’iniziativa.
Alle alle 15.30 in piazza Duomo, inizierà invece la contro manifestazione “contro le deportazioni, perchè remigrazione vuol dire deportazione”, con Sudd Cobas, Collettivo di fabbrica-lavoratori Gkn Firenze e Comitato 25 aprile Prato.
Alle 16, infine, in piazza delle Carceri l’altra contro manifestazione “Mai più fascismi. Mai più deportazioni”, organizzata da venti organizzazioni, tra partiti, sindacati e associazioni: Acli, Alleanza Verdi Sinistra, Aned, Anpi, Arci, Associazione 6 Settembre, Cgil, Cisl, Uil, Coordinamento migranti Prato, Communia associazione, Demos, Giovani democratici, Legambiente, Libertà e Giustizia, Movimento 5 Stelle, Partito comunista, Partito democratico, Partito socialista, Partito della Rifondazione comunista, Pax Christi, Sinistra civica ecologista. Scopo dell’iniziativa ricordare lo sciopero del 1944 e la deportazione – proprio il 7 marzo – di 133 operai pratesi “per dichiarare la propria contrarietà ad ogni forma di intolleranza e discriminazione, per affermare i valori della solidarietà e dell’accoglienza”. Parteciperà anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
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