Il comitato Remigrazione e Riconquista attacca la Questura di Prato per quanto deciso in merito alla manifestazione in programma sabato 7 marzo a Prato con ritrovo in piazza Europa alle 15: “Il divieto del corteo disposto dalla Questura – si legge in una nota del Comitato – rappresenta un atto vergognoso e un tentativo evidente di comprimere la libertà di manifestazione di un Comitato che sta raccogliendo centinaia di migliaia di sottoscrizioni in tutta Italia. Una decisione che appare dettata dal desiderio di dare credito alle pressioni della “mafia antifascista”, ancora particolarmente influente in Toscana ed evidentemente terrorizzata nel vedere il Comitato Remigrazione e Riconquista forte e sempre più presente e radicato anche nelle cosiddette regioni rosse”.
La decisione della Questura è stata assunta, sulla base di quanto emerso durante il Cosp in Prefettura, con lo scopo di ridurre al minimo il rischio di scontri e incidenti visto che, nella stessa giornata di sabato, sono tre le manifestazioni che si svolgeranno nel pomeriggio: oltre a quella del Comitato Remigrazione, quella “Mai più fascismi. Mai più deportazioni” organizzata da venti organizzazioni, tra partiti, sindacati e associazioni e quella “Contro le deportazioni, perché remigrazione vuol dire deportazione” con Sudd Cobas, Collettivo di fabbrica-lavoratori Gkn Firenze e Comitato 25 aprile Prato. Dal punto di vista dell’ordine pubblico è sicuramente più semplice gestire tre presidi fissi invece di cortei che si muovono lungo le strade della città.
Un’altra polemica, intanto, viene sollevata da Claudiu Stanasel, candidato sindaco della Lega e unico politico di livello ad aver aderito alla manifestazione per la remigrazione: “In queste ore tanti studenti pratesi mi stanno segnalando la presenza di manifesti politici distribuiti stamani nelle scuole della città – dice -. Si tratta di manifesti che paragonano la manifestazione prevista sabato a Prato al fascismo storico, parlano di “deportazioni” e invitano studenti e cittadini a partecipare a una contromanifestazione prevista lo stesso giorno in piazza Duomo, quella organizzata da Sudd Cobas insieme a Collettivo di Fabbrica e Comitato 25 Aprile Prato. Un fatto che considero estremamente grave. Le scuole devono essere luoghi di studio e di formazione, non spazi trasformati in bacheche di propaganda politica o ideologica, soprattutto quando questa viene rivolta direttamente a studenti e minorenni”.

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