Villa del Palco è prima in Toscana nella classifica provvisoria dei “Luoghi del Cuore” del Fai e al quarto posto a livello nazionale, con 6.062 voti raccolti. La corsa però è ancora aperta: mancano cinque mesi alla chiusura del censimento e l’obiettivo è conquistare il podio, perché dal terzo posto in poi scattano i contributi più consistenti. La candidatura della storica villa pratese nasce proprio per sostenere il recupero della facciata principale, oggi segnata dal deterioramento del tempo e bisognosa di un importante intervento di restauro. Per il terzo classificato sono previsti 50mila euro, 60mila per il secondo e 70mila per il primo. Risorse che per Villa del Palco significherebbero poter finanziare il recupero della facciata principale, oggi segnata dal deterioramento del tempo e bisognosa di un importante intervento di restauro. Il risultato raggiunto finora garantisce comunque alla villa la possibilità di partecipare al bando del Fai: avendo superato la soglia dei 3mila voti, il progetto può concorrere per ottenere un finanziamento, anche se in forma parziale rispetto ai contributi riservati ai primi tre classificati. Il quarto posto, quindi, rappresenta già un traguardo importante, ma la sfida per salire ancora in classifica può fare la differenza per ottenere maggiori risorse.
Conosciuta anche come “la villa del vescovo” è di proprietà della Diocesi di Prato, mentre la gestione è affidata alla comunità dei Ricostruttori nella Preghiera, che dal 2016 ne cura le attività trasformandola in un centro di accoglienza, formazione, cultura e dialogo spirituale. La storia recente della villa è legata anche alla figura di don Helmut Szeliga, che ne ha seguito la gestione negli anni in cui il Palco ha continuato a essere un punto di riferimento per la città, aperto non solo ai percorsi spirituali ma anche alle esigenze sociali del territorio. Durante quella fase Villa del Palco arrivò ad accogliere anche profughi siriani, confermando la vocazione di questo luogo all’accoglienza e all’incontro. Per tanti pratesi Villa del Palco è soprattutto un luogo della memoria. Qui in tanti si sono spostati e sono passate intere generazioni per i ritiri spirituali, gli incontri parrocchiali, le giornate dedicate alla preparazione della prima comunione e della cresima. Ragazzi, famiglie e comunità hanno vissuto tra quelle mura momenti che ancora oggi fanno parte del ricordo collettivo della città. E nel racconto di chi ha frequentato la villa restano anche i dettagli più semplici e familiari: i pranzi dei ritiri con l’immancabile arista con le patate preparata dalle Spigolatrici, l’ordine di suore laiche che per anni ha curato l’accoglienza e la gestione quotidiana della struttura.
Negli anni Villa del Palco ha continuato a essere uno spazio aperto alla città, ospitando iniziative culturali, momenti di spiritualità e occasioni di dialogo. Una vocazione confermata anche dalla presenza, negli anni Novanta, del Dalai Lama, arrivato a Prato per un ritiro che trasformò la villa in un luogo di incontro tra culture e religioni. La storia dell’edificio, però, affonda le radici molto più lontano. Fu costruita alla fine del XIV secolo dal mercante Francesco di Marco Datini come residenza di campagna. Nel 1425 passò ai frati francescani, che la ampliarono fino alla conformazione attuale trasformandola in un convento rimasto attivo per circa trecentocinquanta anni. Nei secoli successivi Villa del Palco cambiò proprietari e funzioni: fu abitazione di famiglie nobili fiorentine e pratesi, luogo segnato dalle vicende storiche del territorio e anche teatro di episodi legati alla Seconda guerra mondiale. Nel 1924 divenne proprietà della famiglia ebrea dei Forti che, prima di lasciare l’Italia alla fine degli anni Trenta a causa delle persecuzioni razziali, nascose nella villa una parte del tesoro della Sinagoga di Firenze. A loro si deve anche la rinascita del grande giardino monumentale seicentesco, oggi restituito al suo fascino grazie a un intervento finanziato con fondi Pnrr. Dopo la guerra la villa passò alla Diocesi di Prato, anche grazie alla partecipazione dei cittadini che contribuirono al recupero dell’edificio danneggiato dai bombardamenti. Da allora Villa del Palco ha continuato a vivere come luogo di incontro e spiritualità. Anche il recente successo delle giornate Fai dell’autunno 2025 ha confermato il forte legame con la città: oltre duemila persone hanno visitato la villa dopo la riapertura del giardino restaurato, dimostrando quanto questo luogo sia ancora oggi nel cuore dei pratesi.
aa
Riproduzione vietata