Categorie
Edizioni locali

L’ombra della mafia sulla città, l’appello di un gruppo di cittadini: “Prato non può più restare in silenzio”


Lettera aperta per denunciare la situazione attuale e chiedere a tutti una reazione: "Serve un’assunzione collettiva di responsabilità. Serve una visione politica chiara e unitaria. Serve soprattutto — una volta per tutte — dire che nessuna economia, nessuna comunità, nessun territorio può prosperare se convivono due sistemi: uno legale e uno che vive nell’ombra"


Claudio Vannacci


Un gruppo di cittadini pratesi, espressione della società civile, alcuni con esperienze attuali o passate in politica, altri invece estranei agli schieramenti, ha scritto una lettera aperta a tutta la città dopo gli ultimi episodi di intimidazione che si sono verificati all’interno della comunità cinese. La pubblichiamo di seguito

Gentile Direttore, gentile Redazione,

gli incendi dolosi avvenuti negli ultimi giorni — gli ennesimi — non sono episodi di semplice cronaca. Sono l’ennesimo segnale di un fenomeno che da anni cresce nell’indifferenza generale: un sistema parallelo che utilizza l’intimidazione come strumento ordinario di comunicazione e di potere. Furgoni bruciati, auto danneggiate, bottiglie di alcool usate come innesco: tutto parla una lingua precisa, quella della minaccia. E Prato, purtroppo, è diventata il palcoscenico perfetto per questo linguaggio.
Ciò che dovrebbe allarmare non è solo il numero crescente di azioni dolose, ma il contesto in cui avvengono: una città in cui chi delinque manda messaggi, mentre chi vive e lavora onestamente si trova sempre più esposto a paura, insicurezza, sfiducia. O – peggio – indifferenza.
È tempo di dirlo con chiarezza: senza legalità — e senza una giustizia che arrivi fino in fondo — una città diventa permeabile alle peggiori derive. Gli incendi di queste ore non sono fatti isolati: sono tasselli di una trama che comprende estorsioni, ritorsioni, regolamenti di conti, un modello di criminalità che si nutre di spazi lasciati vuoti.
E se da un lato la Procura e le Forze dell’Ordine continuano a operare con determinazione, dall’altro è evidente che la città nel suo complesso non può più limitarsi a registrare gli eventi, né accettare l’idea che tutto questo sia “parte del paesaggio”.
Prato non può abituarsi. Prato non può normalizzare ciò che normale non è.
La domanda, oggi, è semplice e urgente: quale convivenza civile è possibile in una città che tollera la presenza di un distretto parallelo, capace di imporre regole proprie e segnali propri? La legalità non può essere negoziabile, né intermittente, né delegata esclusivamente al lavoro giudiziario.
Serve un’assunzione collettiva di responsabilità. Serve una visione politica chiara e unitaria. Serve soprattutto — una volta per tutte — dire che nessuna economia, nessuna comunità, nessun territorio può prosperare se convivono due sistemi: uno legale e uno che vive nell’ombra.
Le intimidazioni incendiarie di oggi non sono solo un attacco a singoli cittadini. Sono un attacco alla città intera. E Prato non può più restare in silenzio.


Filippo Boretti, Silvano Agostinelli, Giovanni Bambagioni, Sergio Castignani, Filippo Coralli, Raffaello Crolli, Daniela Forconi, Claudio Gentile, Bruno Gualtieri, Enzo Mancuso, Davide Mazzoni, Federico Nannicini e Daniele Santagati

Edizioni locali: Prato

CONSIGLIATI

logo_footer_notiziediprato
logo_footer_notiziediprato

Notizie di Prato

è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
Iscrizione al Roc n° 20.901

Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

Notizie di Prato

è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
Iscrizione al Roc n° 20.901

Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)
©2024 Notizie di Prato - Tutti i diritti riservati
Powered by Rubidia