Da domani, venerdì 20 marzo, fino a domenica 22, Lino Musella sarà protagonista al Teatro Metastasio di “L’ammore nun’ è ammore”, un originale viaggio nei 30 sonetti di Shakespeare tradotti – o come li chiamava l’autore, “traditi” – in napoletano da Dario Jacobelli, poeta e paroliere scomparso prematuramente nel 2013. Gli spettacoli sono in programma alle 20.45 nei giorni feriali, sabato alle 19.30 e domenica alle 16.30. Si tratta del primo appuntamento della “Trilogia della parola” di Musella, progetto che unisce testi di grandi autori a musica dal vivo: con “Tavola, tavola, chiodo, chiodo” su Eduardo De Filippo e “Come un animale senza nome” da Pier Paolo Pasolini, Musella crea un teatro dove le parole prendono nuova vita tra emozioni e suggestioni sonore.
Sul palco, Musella racconta amore, bellezza e caducità dell’esistenza, accompagnato da Marco Vidino a cordofoni e percussioni. Il napoletano di Jacobelli, libero e contemporaneo, mantiene la metrica dei sonetti originali ma ne esalta le sfumature emotive, alternando momenti delicati a invettive intense e a un’ironia travolgente.
«Jacobelli lavorava senza vincoli editoriali, dedicando ogni traduzione agli amici più cari – spiega Musella –. I sonetti in napoletano sembrano avere un cuore proprio, che li fa prendere vita e vibrare sulla scena». Un’occasione unica per scoprire Shakespeare sotto una luce nuova, tra poesia, musica e parole che emozionano.
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