“Quali sono le prerogative ed i limiti nell’uso delle armi e degli altri mezzi coattivi in dotazione alle Forze dell’ordine? Indagare un operatore di polizia che in servizio faccia uso, peraltro nell’adempimento del proprio dovere istituzionale, delle armi e degli strumenti di coazione a disposizione è un atto “dovuto” o resta una scelta “discrezionale”, quindi “voluta” del pubblico ministero?”. Sono queste le domande a cui si cercherà di rispondere venerdì 14 novembre, partire dalle 9, nel corso del convegno organizzato dalla segreteria provinciale Siulp di Prato, insieme alla segreteria regionale Toscana del sindacato Unarma. Il convegno sarà ospitato nel salone consiliare del Comune di Prato e vedrà partecipare tra i relatori: Pietro Dubolino, magistrato in quiescenza della Corte Suprema di Cassazione e già presidente emerito della V sezione penale della stessa Corte, il colonnello in quiescenza dei carabinieri Salvino Paternò, e Armando Albano, assistente capo coordinatore della polizia di Stato in servizio presso la Questura di Prato, appartenente alla segreteria provinciale Siulp. Il convegno, spiegano i promotori, si prefigge di affrontare sul piano giuridico e tecnico-operativo di polizia la complessa tematica dell’informazione o “avviso” di garanzia che spesso accompagna l’impiego delle armi o degli altri mezzi di coazione in dotazione alle forze dell’ordine in occasione di eventi lesivi che riguardino i destinatari di tale utilizzo.
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