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Lago di Castagnati, cresce la mobilitazione: già 200 firme per la salvaguardia e per evitare lo svuotamento definitivo


Petizione del comitato che a breve organizzerà anche un incontro pubblico pe spiegare la situazione: “Servono interventi di messa in sicurezza per garantire il futuro del bacino”


Alessandra Agrati


Sono già 200 i cittadini che hanno firmato la petizione per chiedere la salvaguardia del lago di Castagnati, nel bacino artificiale sopra Seano, di proprietà della Fattoria di Capezzana. Il lago è stato abbassato di circa due metri a seguito di un’ordinanza del Genio Civile Valdarno Centrale, con l’obiettivo di “applicare misure di messa in sicurezza da individuarsi in una riduzione del volume di invaso e nel suo mantenimento nel corso del tempo al nuovo livello individuato”. La petizione, promossa dal nascente Comitato Salvaguardia del Lago Castagnati, chiede che, nel rispetto dell’ordinanza, vengano però realizzati anche gli interventi necessari alla messa in sicurezza. L’obiettivo è evitare che si arrivi a un ordine di svuotamento completo del lago, progettato oltre 50 anni fa proprio come bacino di protezione per l’abitato di Seano. Oltre alla funzione di tutela del territorio, il lago rappresenta anche un elemento identitario ed è uno spazio frequentato dalla popolazione: nonostante si trovi in una proprietà privata, viene utilizzato per passeggiate e attività come la pesca.
«Ormai il lago ha creato un ecosistema – spiega Anna Civilini, portavoce del comitato – consolidato anche grazie al bosco centenario che si affaccia su uno dei versanti. È stato imposto un abbassamento del livello, anche oltre i due metri previsti, insieme alla richiesta di eseguire lavori di messa in sicurezza. Purtroppo anche l’abbassamento è stato effettuato con ritardi dovuti a proroghe. Il Genio Civile, in questo momento, si sta mostrando clemente, ma l’esistenza del lago è appesa a un filo. Per questo abbiamo deciso di promuovere la petizione, che verrà consegnata al più presto alla Regione e al Comune».
Già dopo l’alluvione del 2023 un gruppo di cittadini aveva chiesto interventi di messa in sicurezza. Il lago, nato inizialmente per esigenze agricole, rilascia infatti le sue acque nel reticolo idrogeologico collegato al torrente Furba. Da qui l’ordinanza del Genio Civile, alla quale non sarebbe seguita una risposta da parte della proprietà, fino alla successiva richiesta di abbassamento del livello dell’invaso. «Si tratta di una misura d’urgenza – aggiunge Civilini – ma ora è necessario passare alla seconda fase. Anche il Wwf ha effettuato dei sopralluoghi».

Della questione si è interessato anche il Comune. «Soprattutto durante le piogge – spiega Migaldi – può verificarsi un’accentuazione del fenomeno, con il rischio di aumentare la pressione sul sistema idrico». Da qui la richiesta di procedere allo svuotamento dell’invaso, effettuato su indicazione del Genio Civile regionale alla proprietà, “per sollecitare – come si legge nell’ordinanza – la presentazione di un progetto degli interventi previsti. Non si è intervenuti per fare chissà cosa ma con un’azione di verifica e controllo, condivisa anche con la proprietà. Il bacino è stato abbassato e deve rimanere così».
Intanto il Comitato annuncia che a breve organizzerà un incontro pubblico per illustrare la situazione. Prosegue anche la raccolta firme, attiva presso: Tabacchi Berti Gianna, Bar La Rocca e Gelateria 50&Cinquanta Cream & Dessert

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