Grande partecipazione ieri sera a Palazzo Banci Buonamici per la presentazione del volume “Gonfienti. 3000 anni di storia”, opera corale dedicata all’antico borgo del territorio e nata con l’obiettivo di valorizzare una componente fondamentale del patrimonio storico e culturale locale.
Il libro, curato dallo storico Giuseppe Centauro e frutto di un’idea di Andrea Nuti, cittadino di Gonfienti, propone un’analisi articolata del borgo attraverso molteplici punti di vista.
Un gruppo eterogeneo di studiosi, accomunati dalla volontà di restituire visibilità e centralità a realtà come Gonfienti, ha contribuito a ricostruirne l’identità storica e culturale, troppo a lungo rimasta ai margini della narrazione territoriale.
Alla presentazione ha preso parte anche il presidente della Provincia di Prato Simone Calamai, che ha sottolineato l’importanza di sostenere iniziative di questo tipo.
“Come presidente della Provincia di Prato sento fortemente il dovere di promuovere progetti che restituiscano valore e attenzione a luoghi come Gonfienti – ha dichiarato Calamai – Questo volume è anche un invito all’azione: come istituzioni abbiamo la responsabilità di proteggere e valorizzare il nostro patrimonio, non solo per conservarlo, ma per renderlo vivo, accessibile, parte integrante della nostra progettualità futura”.
Edito da GL Edizioni, il libro è articolato in due sezioni. La prima, “Il borgo e la sua identità. Ambiente, arte, architettura, archeologia e società”, raccoglie i contributi di studiosi e conoscitori del territorio, tra cui don Renzo Fantappiè, l’architetto Claudio Cerretelli, il medievista Fabrizio Trallori, le archeologhe Paola Puppo e Grazia Ugolini, già funzionaria della Soprintendenza archeologica della Toscana, oltre allo stesso Andrea Nuti con il saggio “Il borgo e le sue genti”.
La seconda parte, curata dal professor Centauro e intitolata “Camars-Clusium. Epopea dell’insediamento etrusco sul Bisenzio (VIII-IV sec. a.C.)”, è dedicata alla storia dell’insediamento etrusco di Gonfienti: dalla scoperta del sito alla nascita del Museo Archeologico presso la Rocca di Campi Bisenzio.
Il testo ripercorre le vicende più antiche del territorio, intrecciando dati archeologici, fonti storiche e tradizione mitica, fino a evocare l’ampio ruolo che Gonfienti ebbe nel mondo etrusco e nei territori circostanti.
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