Mostre, laboratori, conferenze, libri, musica e trekking, un calendario di appuntamenti che fino a giugno permetteranno di scoprire e riscoprire i musei della Rete Musei di Prato sotto l’egida dello spirito etrusco. È proprio la vitalità delle radici storiche e archeologiche della Toscana che ispira “Genius Loci. Vitalità dello spirito etrusco”, il progetto partecipato – sostenuto dalla Regione che lo ha finanziato attraverso il bando per ii sistemi museali – realizzato dalla Rete a 40 anni da “Progetto Etruschi,” l’evento che nel 1985 aprì l’Etruscologia a nuove ricerche e fece scuola per l’approccio visionario.
Il sistema museale pratese integra realtà culturali e competenze culturali e scientifiche diverse per offrire una lettura a tutto tondo dell’eredità etrusca approfondendo molteplici punti di vista. “Un viaggio fra cultura, arte, scienza e memoria, com’è nella natura stessa della Rete, realtà culturale poliedrica e multidisciplinare, che mette insieme tante diverse visioni per ricomporre l’affascinante racconto di un mondo lontano ma vivo, in un percorso che è anche un tour attraverso i Comuni della provincia”, sottolinea Marco Morelli, direttore della Fondazione Parsec capofila della Rete. E se il Museo Archeologico di Artimino rinnova per l’occasione la sezione dedicata al Tumulo principesco di Montefortini e l’arricchisce con l’esposizione di oltre 80 oggetti d’avorio restaurati negli ultimi anni, aggiungendo anche un ciclo di conferenze su aspetti della vita nel mondo etrusco e laboratori, il Museo Soffici e del ‘900 italiano allestisce la mostra di arte contemporanea “Archeo-inganni. Echi etruschi e riflessi d’antichità” con opere d’arte provenienti dal Centro Pecci e da altre raccolte. Il Mumat di Vernio racconta in tre tappe e un allestimento a tema la tessitura e la tintura al tempo dell’Etruria, la Casa Museo Leonetto Tintori esplora la pittura con i colori utilizzati dagli artisti etruschi, il Museo Italiano di Scienze Planetarie parte per un viaggio nel cosmo etrusco, un cielo perduto che però ancora racconta l’intreccio fra terreno e divino di un’antica civiltà, il Centro di Scienze Naturali esplora le arti divinatorie etrusche del volo degli uccelli, il Museo della Badia di Vaiano va alla scoperta del gusto degli Etruschi e infine il Museo della Deportazione rievoca il Mito della Prima Italia con cui la cultura fascista cercò di assimilare anche gli Etruschi all’identità italica.
Riproduzione vietata