“La Regione Toscana si costituirà parte civile nel procedimento a carico dell’ex sindaca di Prato, Ilaria Bugetti”? A chiederlo è Chiara La Porta, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale, che aspettava una risposta dal presidente Eugenio Giani che – si legge in una nota diffusa nel pomeriggio di oggi, martedì 23 giugno, “ha lasciato l’aula poco prima della mia interrogazione, accampando come motivazione un impegno a Roma”.
Chiara La Porta precisa che “buona parte degli atti contestati a Bugetti sono precedenti la sua elezione a sindaco, inerenti la sua esperienza in Consiglio regionale. Ecco perché – dice – credo che per la Regione Toscana costituirsi parte civile, così come ha fatto il Comune di Prato, sia politicamente e istituzionalmente doveroso, Una decisione presa a tutela dell’immagine e dell’onorabilità dell’amministrazione regionale”. Il capogruppo di FdI aggiunge: “Nei prossimi giorni riceveremo risposta scritta, ma è concreto il timore che la decisione di non voler toccare la questione in aula significhi non voler costituirsi parte civile”.
Il 2 luglio, al Palazzo di giustizia di Firenze, si celebrerà l’udienza preliminare. La procura antimafia ha chiesto il rinvio a giudizio per Bugetti e per altri tre finiti nell’inchiesta sulla presunta corruzione: l’imprenditore ed ex patron del Gruppo Colle Riccardo Matteini Bresci, il presidente del Consorzio Progetto acqua Alessio Bitozzi, e Enrico Claudio Cini, amministratore unico della Broker techno srl, la società collegata al Gruppo Colle presso cui Bugetti risultava assunta dal 2016 con un contratto part-time. In seguito all’avviso di garanzia e alla richiesta di arresti domiciliari, Ilaria Bugetti, lo scorso anno, ad appena dodici mesi dalla sua elezione a sindaco, rassegnò le dimissioni aprendo la strada al commissariamento del Comune.
“Al 2 luglio – il commento di La Porta – mancano pochi giorni: attendiamo con fiducia la risposta alla mia interrogazione”.
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