L’edizione 2025 della Palla Grossa, alla fine, non si fa. L’ennesimo colpo di scena di una situazione che si trascina ormai da mesi, è arrivato nel pomeriggio di oggi, alla vigilia di quella che doveva essere la prima semifinale tra Rossi e Azzurri. Un cammino quanto mai accidentato quello di quest’anno, inizialmente bloccato dal commissariamento del Comune che aveva fatto naufragare il progetto di ritorno in piazza Mercatale. Poi la soluzione era stata trovata con il trasferimento delle partite al Chersoni di Iolo, nel campo da rugby, con una insolita versione “green” da giocarsi sull’erba e non sulla sabbia. Ma quando tutto sembrava apparecchiato, ecco l’ultimo intoppo con il no della Commissione pubblico spettacolo a causa di problemi per la sicurezza nell’impianto. In pratica al Chersoni, dove si è appena conclusa senza problemi la 29ª edizione del torneo Aurora International, le uscite di sicurezza e la tribuna gialla non sono state dichiarate a norma mancando la documentazione successiva a lavori che sono stati svolti. Mancavano poi anche le certificazioni di sicurezza relative alle “poste” che dovevano essere messo al posto delle porte da rugby.
“Non riesco a capire questi problemi burocratici – spiega Villoresi –. Lunedì era tutto predisposto: servizio d’ordine, soccorsi, biglietti in vendita. Da luglio al Chersoni si sono svolti altri eventi sportivi senza rilievi. Sinceramente credevamo che non ci fossero problemi. L’8 settembre ci hanno invitato a sfilare al Corteggio storico, oggi però ci chiudono la porta in faccia”. “Non capisco perché quello che andava bene per il trofeo Aurora non va più bene per noi” aggiunge Villoresi, esprimendo amarezza per il mancato riconoscimento del ruolo del torneo da parte dell’amministrazione.
Il rischio ora è che l’antico torneo non si disputi più nemmeno i prossimi anni: “Avevamo organizzato questa edizione anomala per tenere viva la tradizione, facendoci carico dei costi e dell’organizzazione – conclude Villoresi – ma evidentemente è solo una nostra battaglia”.
Il Comune aveva convocato una riunione in extremis per oggi alle 15 con gli organizzatori e i responsabili del Chersoni, per proporre uno slittamento di una settimana in modo da poter produrre i documenti necessari. Durante la riunione è stato quindi chiesto agli organizzatori di posporre di una settimana tutto il programma, vale a dire semifinali sabato e domenica 27 e 28 settembre con la finale il 5 ottobre. Questi sette giorni in più sarebbero stati necessari a produrre la documentazione richiesta dalla Commissione. Nessuno, però, poteva garantire al cento per cento la certezza dell’ok finale. A questo punto il presidente del Comitato Gabriele Villoresi ha preferito annunciare la cancellazione dell’edizione.
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