La Fondazione Scuole Cattoliche Fiora e Gianni Biti ha lanciato il nuovo bando che mette in palio tre borse di studio per studenti universitari meritevoli, ma bisognosi di un aiuto economico per portare avanti il proprio percorso accademico. In palio 2.500 euro ciascuna, rinnovabili lungo tutto il percorso di studi a queste condizioni: lo studente deve aver assolto almeno l’80% dei crediti formativi previsti dal piano di studi e aver conseguito una media non inferiore a 24 trentesimi.I destinatari sono studenti iscritti al primo anno e per la prima volta all’Università, devono avere meno di 23 anni ed essere residenti a Prato. L’Isee familiare non può essere superiore a 30mila euro. In diciotto anni la Fondazione Fiora e Gianni Biti, intitolata ai due benefattori che hanno messo a disposizione un fondo dedicato al sostegno delle scuole paritarie e degli studenti pratesi, ha erogato ventotto borse di studio, per un totale di oltre 220mila euro di contributi spesi per aiutare giovani a investire nel proprio futuro. In quattordici sono arrivati alla laurea, anche grazie a questo supporto, che non è solo di tipo economico, ma anche di vicinanza morale e sociale. “Sognate in grande e attraverso di voi fate sognare anche noi: abbiamo bisogno di un futuro diverso e buono». Lo ha detto il vescovo di Prato Giovanni Nerbini rivolgendosi ai giovani laureati sostenuti nel loro percorso di studi dalla Fondazione in occasione dell’open day
«La Fondazione Biti ha rappresentato per me un aiuto molto importante – ha detto Giulia Franchi, laureata in medicina all’Università di Firenze – grazie al contributo ho potuto fare esperienze di studio negli Stati Uniti, che mi hanno permesso di specializzarmi». Le borse di studio, confermate negli anni, hanno aiutato Vittoria Vaiani a ottenere due lauree, in matematica e in finanza e gestione del rischio a Firenze: «questa indipendenza economica mi ha lasciato libera di studiare e di scegliere». Nunzia Porro, laureata nel 2023 in biotecnologie mediche e farmaceutiche a Firenze, è dottoranda e impegnata in uno studio di ricerca sui tumori rari del fegato, in modo da sviluppare nuove strategie terapeutiche, «un impegno reso possibile grazie al grande supporto che ho ricevuto in questi anni», conferma la giovane pratese.
«Coltivare dei talenti e fare in modo che tutti abbiano accesso a delle opportunità è il nostro obiettivo – ha spiegato Irene Sanesi, presidente della Fondazione Biti – e lo studio, la formazione, l’educazione, sono il cuore di una futura vita lavorativa e professionale, il nostro impegno è quello di sostenere i giovani in questo percorso e nelle loro aspirazioni».
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