La stireria ‘L’Alba’, al centro da giorni di una vertenza sindacale con diciotto operai iscritti a Sudd Cobas in presidio permanente contro la “delocalizzazione” e teatro dell’aggressione a suon di pugni contro uno di loro, è stata sfrattata dal capannone in via delle Lame per morosità. L’ufficiale giudiziario si è presentato al portone nella mattina di ieri, mercoledì 24 settembre. Lo fa sapere Sudd Cobas. Un blitz a sorpresa, ma solo per i lavoratori del picchetto che non hanno mai creduto alle smentite della proprietà (anche davanti a telecamere di microfoni) di chiudere la sede via delle Lame a Prato. “Le preoccupazioni erano più che fondate”, il commento di Sudd Cobas. “I titolari – ancora il sindacato con la voce di Luca Toscano – erano ovviamente a conoscenza dello sfratto da molto tempo. La proprietà, è emerso solo ora, aveva, in segreto, da mesi smesso di pagare i canoni di affitto mentre apriva i due stabilimenti in via Lecce e in via Pomeria a Montemurlo”.
Il picchetto non si scioglie ma triplica: “Proseguiamo la nostra azione agli stabilimenti di via Lecci e di via Pomeria a Montemurlo dove L’Alba srl ha delocalizzato le produzioni. L’agitazione andrà avanti finché non saranno garantiti tutti i posti di lavoro e i diritti conquistati dagli operai”.
La vertenza è sorta dopo che i titolari della stireria hanno cominciato, qualche settimana fa, a smobilitare qualche macchinario. Manovre che hanno insospettito i diciotto lavorati sindacalizzati e, in virtù di questo, regolarizzati dai titolari con il riconoscimento di ferie, malattia, permessi e di tutti gli altri diritti previsti. Immediato il picchetto così come la denuncia di Sudd Cobas: “Vogliono chiudere qui per sottrarsi agli obblighi con gli operai e riaprire altrove ingaggiando nuova forza lavoro”. Lo sfogo di oggi è forte: “Avevamo denunciato come l’azienda stesse venendo trasformata in una scatola vuota e ad oggi non c’è nemmeno più quella – le parole di Luca Toscano – quale altra offesa alla loro dignità devono subire gli operai prima che i committenti si assumano le proprie responsabilità? Ogni giorno che passa è un nuovo pugno in faccia ai lavoratori”.
Il culmine del picchetto si è avuto con i pugni assestati ad un operaio finito all’ospedale insieme alla titolare colta da un malore causato da una crisi isterica. Scene di violenze già viste nel distretto pratese. Una violenza denunciata a gran voce dal sindacato con una manifestazione che, sabato scorso, ha attraversato il centro di Prato fino a raggiungere il Palazzo dell’Industria, sede di ‘Sistema moda’, chiamato in causa, insieme alla committenza, da Sudd Cobas.
Questa, come da impegno del presidente della Provincia e sindaco di Montemurlo, Simone Calamai, doveva essere la settimana del confronto tra sindacato, titolari della stireria e committenti. Ad oggi nulla di fatto e ormai se ne parlerà – se se ne parlerà – da lunedì in avanti. Un appuntamento saltato che non è passato sotto silenzio: “Calamai aveva annunciato la convocazione di un tavolo ma a quanto pare i brand tentennano. L’obiettivo di questo incontro istituzionale era ed è cristallino: far incontrare chi crede in una filiera sana e in un lavoro rispettoso dei diritti delle persone e della legalità. La latitanza dei committenti – spiega Toscano – deve far riflettere e deve preoccupare tutti. Chi non risponderà a questo appello dovrà assumersene la responsabilità davanti a un territorio intero”.
A rispondere, ma per dire che non sarà presente al tavolo, è stata la Tessilform spa , marchio di Patrizia Pepe, che ha ribadito “l’assoluta estraneità alle ditte asseritamente collegate a Alba srl né ha mai avuto conoscenza delle presunte attività ed operazioni che a vostro dire (il riferimento è al sindacato ndr) sarebbero intercorsi tra tali aziende”. “La scrivente – si legge nella risposta diffusa alla stampa da Sudd Cobas – non ha rapporti particolarmente significativi con la ditta Alba srl alla quale vengono affidate lavorazioni in misura residuali e limitate ai soli servizi di stireria. La scrivente ritiene del tutto ingiustificata la propria partecipazione al tavolo sindacale. Ad ogni modo – la precisazione – dal momento che Tessilform spa considera il rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori tutti un valore fondamentale, la stessa si riserva ogni e più ampia valutazione in ordine ai rapporti con Alba srl”.
Sudd Cobas insiste con la sua battaglia che mette nel mirino la committenza: “Oggi tocca a questi lavoratori, domani toccherà ad altri. Per questo ribadiamo che i committenti non possono lavarsene le mani: sono loro che hanno il potere e il dovere di garantire continuità occupazione e diritti, cooperando per dissipare la nebbia sulla situazione opaca dei subappalti e dopodiché garantendo le commesse”. La promessa del sindacato: “Non non molliamo, continueremo a resistere, davanti alle fabbriche e, se necessario, davanti alle boutique. Perché la dignità non si esternalizza”.
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