Porta la firma dei detenuti del carcere della Dogaia il modello che riproduce fedelmente il Duomo di Firenze e che è ospitato nel museo dell’Opera del Duomo di Santa Maria del Fiore, nell’ambito della mostra ‘Roberto Corazzi e l’impegno nel sociale’, inaugurata giovedì 28 maggio. Il modello, che ha ricevuto un grande apprezzamento, è il risultato di un lavoro cominciato nel 2024 con la collaborazione degli operatori dell’istituto, delle dottoresse Serena Padovani e Gabriella Prudenziati. Un lavoro che ha visto l’impegno dei volontari e degli studenti che operano all’interno della Dogaia e che, soprattutto, è stato possibile realizzare grazie all’impegno di alcuni detenuti che stanno scontando la loro condanna e che si sono messi a disposizione di un progetto che è uno dei pezzi forti della mostra. “Un’iniziativa che ha aperto il carcere alla società ed al mondo della cultura, nel segno della solidarietà, della rieducazione e dell’inclusione sociale delle persone in esecuzione penale – il commento del direttore del carcere, Luca Cicerelli – l’esempio che ci ha lasciato il professor Corazzi invita ad aiutare il prossimo ed a costruire bellezza e percorsi di crescita, spesso di rinascita, in un luogo complesso quale è un istituto penitenziario”.
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