Un nuovo spazio e nuova concezione per la Bottega Santa Rita, che da via Muzzi si trasferisce in piazza San Francesco e porta nel centro storico anche il primo negozio cittadino con cartelli e indicazioni realizzati attraverso la Comunicazione aumentativa e alternativa. Sugli scaffali ci sono portatovaglioli, portachiavi, miniature dei monumenti cittadini, quadri e manufatti in ceramica, ma dietro ogni oggetto c’è soprattutto una storia. Non sono semplici prodotti: sono il risultato di un percorso, di un talento coltivato nel tempo e della possibilità di trasformare una capacità in qualcosa di concreto.
C’è Gabriele, che con pazienza riproduce il Duomo di Prato e le case dei suoi amici. Nicolas si dedica ai portaritratto, mentre Francesco lavora il legno e realizza giochi per bambini. Stefano alterna i suoi quadri, nei quali riproduce anche alcune chiese, a un lavoro altrettanto meticoloso: applicare con precisione le etichette sulle confezioni dei prodotti del Biscottificio Rovai di Pietrasanta, anch’essi in vendita nella bottega. Il nuovo spazio sarà inaugurato domani pomeriggio alle 16 e, almeno nella prima fase, avrà un’apertura limitata: il mercoledì mattina dalle 10 alle 12, il giovedì dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18 e il venerdì pomeriggio. L’obiettivo è però ampliare progressivamente gli orari, anche grazie alla collaborazione con l’Oratorio di Sant’Anna.
“Dietro ogni oggetto c’è un investimento in relazione, sapere fare e fiducia”, spiega don Carlo Stancari, presidente della Fondazione Santa Rita. Un lavoro che non si limita alla realizzazione dei manufatti, ma punta a valorizzare il talento di ciascuno e a coinvolgere le persone che frequentano la Fondazione: sono circa un centinaio quelle interessate dalle diverse attività.
“C’è la presa in carico del cliente, la spiegazione del prodotto, l’aiuto nella scelta dell’oggetto, la confezione e il pagamento – spiega la direttrice della Fondazione, Nicoletta Ulivi –. Quello che fino a ora era una simulazione, adesso è diventato una realtà”.
La bottega si trova nei locali di proprietà della Biblioteca Roncioniana (nei prossimi mesi, inoltre, partirà un nuovo progetto legato alle visite), con la quale è stato sottoscritto un contratto d’affitto. Lo spazio non è pensato soltanto per la vendita: ci si può fermare a riposare o leggere e, in futuro, potrà ospitare anche piccole conferenze. ([email protected])
“Siamo una vetrina sulla città – aggiunge Ulivi – e ci guidiamo attraverso un motto per noi fondamentale: Ogni tempo trova nel fare il suo valore”. Un progetto che ha coinvolto l’intera Fondazione Santa Rita e che è stato possibile anche grazie al lavoro degli operatori, in particolare Giada Rossi, Sara Sandretti e Federica Genchi.
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