L’avvocatura del Comune di Prato, con una determinazione firmata dalla dirigente Paola Tognini, ha respinto l’istanza di patrocinio legale avanzata dall’ex sindaca Ilaria Bugetti, dimissionaria dopo essere finita sul registro degli indagati della Direzione distrettuale antimafia per corruzione. In altre parole, Bugetti dovrà pagarsi gli avvocati: Nicola Badiani e Salvatore Tesoriero. Ma potrà fare anche altro: presentare, nel caso, ricorso al Tar. Lo stesso vale per l’ex vicesindaco, Simone Faggi, indagato per aver reso false dichiarazioni al pubblico ministero e assistito dall’avvocato Giuseppe Nicolosi.
Nelle due determine, datate 3 e 9 luglio, si fa riferimento al ‘conflitto di interessi’ che si spiega per Bugetti con il fatto che i magistrati ipotizzano il reato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Non provvedimenti tombali dal momento che – si legge negli stessi documenti – “la decisione può essere oggetto di rivalutazione ex post, ovvero successivamente alla conclusione favorevole del procedimento giudiziario”. Insomma, se tutto si chiuderà con l’assoluzione, gli avvocati di Bugetti e Faggi potranno inviare la loro notula al Comune che provvederà.
L’inchiesta della Dda di Firenze è ancora in corso. Per Ilaria Bugetti, indagata insieme all’amico imprenditore Riccardo Matteini Bresci, attualmente agli arresti domiciliari, il terremoto scoppiò il 13 giugno, un anno esatto dopo la proclamazione a sindaca di Prato: i carabinieri del Ros perquisirono casa e ufficio e notificarono l’avviso di garanzia. Gli investigatori contestano presunti favori intercorsi negli anni tra i due indagati. I titolari dell’inchiesta (Gestri, Boscagli, Nastasi) chiedevano anche gli arresti domiciliari. La misura cautelare è stata respinta dal giudice delle indagini preliminari in ragione, come è stato chiarito nel provvedimento emesso a seguito dell’udienza per l’interrogatorio (Bugetti si è avvalsa della facoltà di non rispondere consegnando una memoria manoscritta), delle dimissioni e pur riconoscendo i gravi indizi di colpevolezza. Sorte diversa per Matteini Bresci: a suo carico la richiesta del carcere (l’imprenditore ha patteggiato una condanna pochi mesi fa per lo stesso reato in concorso con l’ex comandante della Compagnia dei carabinieri di Prato) che è stata tramutata in domiciliari dopo aver reso l’interrogatorio.
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