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Imprenditore tenta di baciare la sua dipendente: a processo per tentata violenza sessuale. Accolta la costituzione di parte civile della Cgil


Il fatto risale al dicembre del 2021. La donna si licenziò e denunciò tutto al sindacato che ha chiesto e ottenuto di entrare nel procedimento penale


Nadia Tarantino


La bloccò, le strappò la mascherina anticovid e tentò di baciarla. La vittima, una donna di 30 anni, italiana, riuscì a sottrarsi a quell’approccio e a correre in strada, lontano dal suo molestatore, un imprenditore cinese di 47 anni, titolare di un pronto moda e suo datore di lavoro. L’episodio, che risale al 20 dicembre 2021, è approdato davanti al giudice delle udienze preliminari del tribunale di Prato, Marco Malerba. Un procedimento destinato a fare notizia non tanto e non solo per l’accusa di tentata violenza sessuale a carico dell’imprenditore, quanto per il fatto che il giudice ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile presentata dall’avvocato Amelia Vatrano per conto della Cgil e della Filctem, la categoria dei tessili. Parte civile, inutile dirlo, anche la donna che, subito dopo il fatto, si licenziò dal lavoro. Oggi, mercoledì 3 luglio, l’avvocato dell’imputato, Olivia Nati, ha scelto il processo con rito abbreviato. In attesa di sapere come finirà, la Cgil esulta perché per la prima volta un sindacato viene ammesso parte civile per una vicenda di molestie sul luogo di lavoro. “Si parla nel capo di imputazione proprio di luogo e di datore di lavoro – il commento dell’avvocato Vatrano – ho proposto le mie argomentazioni e ho trovato una risposta positiva”.
La dipendente del pronto moda si presentò alla Camera del lavoro e denunciò l’accaduto. Da qui la decisione di un atto forte e concreto. “Il reato ha danneggiato l’onorabilità e la personalità della Camera del lavoro di Prato e della Filctem – è stato scritto nell’atto di costituzione di parte civile – la vicenda si ripercuote sulla credibilità e sul prestigio delle due parti che quotidianamente pongono l’attenzione sulla sicurezza nell’ambito lavorativo anche e soprattutto con riferimento alla discriminazione di genere”. Una dichiarazione, quella sulla sicurezza, che stona con l’assenza della Cgil tra le parti civili nel procedimento contro i datori di lavoro di Luana D’Orazio, l’operaia di 22 anni inghiottita da un orditoio (presente solo la Cisl). E’ vero che gli imputati patteggiarono e questo esclude d’ufficio le parti civili da qualsiasi pretesa risarcitoria in sede penale, ma la Cgil non poteva sapere quale strada le difese avrebbero imboccato. Semplicemente, decise di non costituirsi. (nt)

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(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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