Tanta gente, negli spazi produttivi di Cafissi Spa, per assistere alla celebrazione della santa messa presieduta dal vescovo di Prato Giovanni Nerbini, a conclusione di un percorso annuale vissuto all’interno dell’azienda. Alla celebrazione hanno preso parte numerosi dipendenti, collaboratori e rappresentanti delle diverse realtà del gruppo, insieme a don Alessandro, parroco di Tavola, e a esponenti delle istituzioni e del panorama politico locale, a testimonianza di un’iniziativa capace di coinvolgere non solo l’impresa ma il territorio nel suo insieme.

Un momento che ha saputo unire dimensione spirituale e quotidianità del lavoro, restituendo alla fabbrica una funzione profondamente radicata nella storia più autentica della comunità pratese. Particolarmente significativa la scelta dell’allestimento, con il celebrante al centro e i presenti attorno: non una disposizione formale, ma un segno concreto di vicinanza e condivisione, che ha trasformato lo spazio produttivo in un luogo di comunità, partecipato e vivo.
Prima dell’omelia è stato proposto un momento di “risonanza” sul Vangelo, durante il quale alcune persone hanno condiviso liberamente la propria esperienza, aprendo uno spazio autentico di ascolto e confronto.
Nell’omelia, il vescovo ha invitato a riflettere sulle false sicurezze che spesso guidano la nostra vita – dal denaro alle relazioni – e sulla necessità di superare uno sguardo superficiale sulla realtà, aprendosi a un rapporto più autentico con Dio. Un invito a lasciare il controllo e ad affidarsi, riconoscendo anche le proprie fragilità come punto di partenza.
La celebrazione ha rappresentato il punto di arrivo di un cammino costruito nel tempo all’interno della Cafissi: incontri settimanali che, ogni giovedì, hanno aperto uno spazio di dialogo su temi che attraversano la dimensione personale, sociale e lavorativa.
Al termine della funzione, il momento conviviale del pranzo ha ulteriormente rafforzato il senso di appartenenza e relazione, trasformando l’incontro in un’occasione concreta di condivisione tra le persone.
L’iniziativa si inserisce nell’anno del 75° anniversario dell’azienda. “Non volevamo creare qualcosa di straordinario – ha commentato Fabrizio Cafissi – ma semplicemente dare spazio a un bisogno reale: fermarsi, ascoltarsi, ritrovarsi come persone prima ancora che come ruoli. Questo percorso è nato in modo semplice e la presenza del vescovo è stata una conseguenza naturale. Oggi più che mai è importante non perdere questo equilibrio tra lavoro e dimensione umana”.
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