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Il procuratore scrive di nuovo al ministro Piantedosi: “Prato è un laboratorio criminale multietnico, servono rinforzi”


Luca Tescaroli ha descritto al capo del Viminale la situazione pratese che dallo scorso Ferragosto, quando la città ospitò il Comitato nazionale dell'ordine e sicurezza pubblica, è ulteriormente peggiorata. "Il mio ufficio costretto a selezionare gli obiettivi investigativi per carenza di organico tra le forze dell'ordine"


Nadia Tarantino


“Il mio ufficio è costretto a selezionare gli obiettivi investigativi per carenza di forze dell’ordine e, nonostante tutto, riceviamo restituzioni di deleghe di indagini conferite o dinieghi di disponibilità ad avviarne di nuove, da parte della Squadra mobile, impossibilitata per carenza di personale”. E’ più di un grido d’allarme quello che arriva dal procuratore di Prato, Luca Tescaroli. E’ un doloroso bagno nella realtà di un territorio che deve fare i conti con due fronti opposti: “le condotte delittuose in continua crescita” e l’inadeguatezza delle forze a disposizione.
Il procuratore ha scritto nuovamente al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, illustrando una situazione di forte criticità che obbliga a scegliere quali indagini fare e quali accantonare o mettere in secondo piano perché, è chiaro, che per come stanno le cose una scaletta di priorità è necessaria. “La Squadra mobile – scrive Tescaroli – non ha ricevuto alcun sostegno di risorse organiche e talune unità sono state persino trasferite ad altre reparti o stanno per esserlo o sono prossime alle pensione. Necessita dell’ausilio di agente e assistenti anche l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico”. Non è migliore il quadro che esce dai carabinieri: “Pur essendo in atto un’apprezzabile attività tesa a implementare l’organico del Nucleo investigativo del Reparto operativo – spiega il procuratore – la pianta organica si trova in una carenza di tre ufficiali di polizia giudiziaria, con previsione di due pensionamenti che porteranno la scopertura a cinque”. E non sta meglio la guardia di finanza: “Pur essendovi stata, nel 2025, una iniezione di nove unità nelle strutture investigative del Nucleo di polizia economico finanziaria e del Gruppo, va segnalato che lo sforzo è stato azzerato dai pensionamenti e dai trasferimenti” sottolinea Luca Tescaroli. Piante organiche con grosse falle che si allargano ulteriormente se messe in relazione al fatto che aumentano i reati e questo richiede “un investimento di risorse adeguate per cercare di arginare le azioni criminose che vengono prodotte”.
Senza giri di parole, il procuratore parla apertamente di “laboratorio criminale multietnico sussistente nel circondario di Prato, dove operano gruppi criminali costituiti da cittadini asiatici, albanesi, nordafricani, unitamente a esponenti della delinquenza italiana anche riconducibile a sodalizi di tipo mafioso, a cui si aggiunge la crescente criminalità pulviscolare che impera nel carcere della Dogaia”.
Tra le attività che più assorbono la procura c’è quella che deriva dalla collaborazione dei lavoratori sfruttati che denunciano: 220 da febbraio 2025 a oggi. Ma l’elenco delle urgenze vede anche “l’aumento dei reati contro la famiglia e i soggetti vulnerabili, l’aumento della circolazione di droga e di armi e delle azioni a base violenta che determinano un continuo incremento degli impegni investigativi e costituiscono fattori che hanno aggravato la situazione rispetto al 15 agosto dello scorso anno” quando fu tracciato un bilancio in occasione della visita di Piantedosi a Prato per il Comitato nazionale dell’ordine e sicurezza pubblica”.  
Il procuratore dà atto di quanto è stato fatto dallo scorso ferragosto a oggi e ringrazia per l’estensione delle telecamere di sicurezza a Prato ma ricorda che ancora mancano quelle aggiuntive nei comuni della provincia, plaude alla previsione dell’apertura di una Compagnia dei carabinieri a Montemurlo ma ricorda che serve anche parlare di personale e di sede per concretizzare l’iniziativa.
Le richieste al ministro sono chiare: implementare gli organici della questura e della guardia di finanza e la dotazione di telecamere e di lettori targhe nei comuni dell’area pratese.
Stesse richieste, va detto, di sei-sette mesi fa. E intanto il “laboratorio criminale” continua a fare affari e la procura deve decidere a quali indagini dare la priorità. Due cose che non possono continuare a stare insieme. (nadia tarantino)

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(N° 4 del 14/02/2009)
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