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Il pratese Lorenzo Giusti è il miglior direttore museale dell’anno: a incoronarlo la rivista “Inside Art”


Premiato per la visione internazionale della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo che dirige e per i progetti che ripensano il museo come spazio diffuso, sostenibile e profondamente legato al territorio


Alessandra Agrati


Un riconoscimento di rilievo nazionale che porta con sé anche un motivo di orgoglio per la città. Il pratese Lorenzo Giusti è stato nominato miglior direttore di museo dell’anno dalla rivista Inside Art, all’interno della classifica annuale “The best of”, che seleziona le figure e i progetti più significativi dell’arte contemporanea.
Un riconoscimento per il lavoro svolto alla guida della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, istituzione che sotto la sua direzione ha ridefinito il proprio ruolo nel panorama culturale italiano e internazionale. Secondo le motivazioni del premio, la direzione museale di Giusti è stata determinante nel rafforzare il profilo internazionale della GAMeC, rinnovandone al tempo stesso il legame con il territorio. Una visione che supera il museo come semplice luogo espositivo, trasformandolo in piattaforma culturale, sociale e ambientale, capace di operare nel lungo periodo e con pratiche sostenibili di produzione artistica. Tra i progetti che hanno inciso maggiormente nel riconoscimento spicca “Orobic Biennial / Pensare come una montagna”, un programma biennale diffuso che coinvolge artisti internazionali in dialogo diretto con le comunità locali e con il paesaggio delle Orobie.
Il progetto propone un’idea di museo fuori dai suoi confini tradizionali, che si confronta con temi ambientali, ecologici e sociali, mettendo in relazione arte contemporanea, territorio e memoria collettiva. Un modello innovativo che ha ridefinito il concetto stesso di mostra, intesa come processo e non solo come evento. Un secondo asse fondamentale del lavoro di Giusti è la trasformazione strutturale della GAMeC: dal museo diffuso, capace di attivare spazi urbani e naturali, fino alla progettazione della nuova sede, pensata come luogo aperto, inclusivo e attraversabile.
In questa prospettiva, il museo diventa un organismo vivo, che accoglie pratiche artistiche contemporanee, coinvolge pubblici diversi e lavora sulla mediazione culturale come strumento centrale, anche attraverso progetti educativi e partecipativi. Con questo riconoscimento, Lorenzo Giusti si conferma una delle figure più autorevoli della nuova direzione museale italiana. Un percorso che, partendo da Prato, lo ha portato a incidere profondamente nel dibattito culturale contemporaneo, offrendo un modello di museo radicato nei luoghi ma aperto al mondo, capace di immaginare il futuro a partire dalle comunità e dai territori.

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