Il negozio di Stremao riapre, ed è una notizia che va ben oltre il semplice ritorno alla normalità. La chiusura del 19 gennaio non era stata una scelta commerciale, ma un gesto forte di solidarietà verso una volontaria dell’associazione, vittima di persecuzioni da parte dell’ex compagno. Una decisione presa per tutelare la sicurezza delle volontarie e ribadire un principio chiaro: la legalità e la protezione delle persone vengono prima di tutto. Sulla saracinesca abbassata era comparso un cartello altrettanto esplicito: il negozio sarebbe rimasto chiuso fino a quando le autorità non avessero adottato misure adeguate nei confronti di una persona ritenuta pericolosa. “La nostra non è paura – si leggeva – ma volontà di legalità e di garantire sicurezza alla città. Un negozio solidale non può restare aperto mentre una persona violenta è libera di circolare”. Ieri è arrivata la svolta: all’uomo è stata applicata la misura del braccialetto elettronico, con il divieto di avvicinarsi entro 300 metri. A darne notizia è stato il vicepresidente Mauro De Angelis, annunciando che da domani, 17 febbraio, la saracinesca tornerà ad alzarsi. “Siamo rimasti chiusi per quasi un mese – spiega De Angelis – ma è stata una battaglia importante, vinta insieme. La nostra volontaria ora sta meglio: dopo mesi di terrore ha ricominciato a vivere”. Un’esperienza che ha fatto emergere anche altre situazioni simili: “Altre donne ci hanno contattato per problemi analoghi, ma noi non siamo competenti. È fondamentale rivolgersi ai centri antiviolenza”.
Le settimane di stop hanno avuto un impatto anche sulle casse dell’associazione, ma per De Angelis il bilancio è chiaro: “Questo conta poco. La libertà e la sicurezza di una donna non hanno prezzo”.
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