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Il Museo della Deportazione si prepara a celebrare i 25 anni: la Regione punta sulla digitalizzazione dell’archivio


Nel 2027 ricorrerà l'anniversario dell'inaugurazione alla presenza di Ciampi. L'assessora Manetti: «Un patrimonio unico in Italia che deve essere conservato e reso accessibile alle future generazioni


Alessandra Agrati


Un progetto di valorizzazione in vista del venticinquesimo anniversario e, soprattutto, la digitalizzazione di un archivio considerato unico nel panorama nazionale. È questo l’impegno della Regione Toscana per il Museo della Deportazione e della Resistenza di Prato, che nel 2027 celebrerà i 25 anni dall’inaugurazione della sede di Figline, avvenuta nel 2002 alla presenza dell’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. L’obiettivo è accompagnare il traguardo dei 25 anni con una serie di iniziative dedicate, ma soprattutto con un intervento che guarda al futuro: la digitalizzazione del patrimonio archivistico custodito dal museo, una raccolta di documenti, testimonianze e materiali che raccontano la deportazione nei campi di concentramento e di sterminio nazisti e che rappresentano una fonte di rilevanza non solo nazionale ma internazionale. “Nel 2027 ricorreranno i 25 anni dalla fondazione del museo e vogliamo cogliere questa occasione per sostenerlo con iniziative significative – ha spiegato l’assesore regionale alla cultura Cristina Manetti –. La mia volontà è soprattutto quella di avviare la digitalizzazione dell’archivio, un patrimonio unico in Italia e di valore internazionale. È fondamentale garantirne la conservazione e la continuità nel tempo, e la digitalizzazione rappresenta lo strumento più efficace per raggiungere questo obiettivo”. L’intervento consentirebbe non solo di preservare documenti e testimonianze raccolti in oltre vent’anni di attività, ma anche di renderli più facilmente consultabili da studiosi, ricercatori e nuove generazioni, rafforzando ulteriormente il ruolo del museo come presidio della memoria e centro di ricerca. Il Museo della Deportazione e della Resistenza nacque infatti dalla volontà degli ex deportati pratesi riuniti nell’Aned, l’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, che hanno trasformato la loro esperienza diretta in un luogo permanente di conoscenza, riflessione e testimonianza. Grazie anche al sostegno delle istituzioni locali, il museo è diventato negli anni un punto di riferimento a livello nazionale per la conservazione della memoria della deportazione e della Resistenza. Con il traguardo dei 25 anni all’orizzonte, la Regione Toscana punta ora a rafforzarne ulteriormente il valore culturale e storico, partendo proprio dalla tutela e dalla valorizzazione di un patrimonio documentale che racconta una delle pagine più drammatiche del Novecento

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(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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