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Il Museo archeologico di Artimino è più ricco: aperta l’ala dedicata agli avori di Montefortini


Nella collezione permanente entrano 80 oggetti provenienti dal corredo del principesco tumulo recuperati dopo un lungo lavoro di restauro con la ricomposizione di circa diecimila frammenti


Claudio Vannacci


«Finalmente la sezione riservata alla necropoli di Comeana, in particolare al tumulo di Montefortini, si arricchisce e si allarga», non ha nascosto la sua soddisfazione la direttrice del museo archeologico “Francesco Nicosia” di Artimino Maria Chiara Bettini all’inaugurazione della collocazione di 80 oggetti d’avorio, provenienti dal corredo del principesco tumulo che da ieri, venerdì 13 marzo, sono in mostra permanente in un’ala dedicata del museo. Ottanta esemplari – tra statuette, maschili e femminili, testine, elementi decorativi, pissidi – recuperati dopo un lungo lavoro di restauro, coordinato dall’archeologo Massimo Tarantini della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio di Firenze e Prato, ed eseguito da Laura Benucci e Agnese La Torrata.


«Piccoli e grandi capolavori, che danno veramente l’idea di come fosse sontuoso questo corredo principesco», ancora la direttrice Bettini, o per dirla in altro modo con l’assessore alla Cultura Maria Cristina Monni, «di come Montefortini fosse una potenza nel mondo etrusco. E più in generale come lo fosse l’intero territorio di Carmignano».
Una nuova collezione, scaturita dalla ricomposizione di circa diecimila frammenti ad opera di esperti professionisti, per un restauro finanziato dalla Regione Toscana e anche dalla Confederazione Svizzera. Una nuova raccolta che estende la collezione permanente del museo, fatta di preziosi oggetti in avorio che si distinguono per la profusione della materia prima utilizzata, per la qualità dell’esecuzione, per la varietà e l’originalità delle iconografie presenti, «che dà realmente la misura – dice ancora la direttrice Bettini – di quelle che dovevano essere le capacità economiche e culturali dell’élite che controllava il territorio carmignanese».
Nella sintesi operata dal sindaco Edoardo Prestanti: «Carmignano continua ad essere simbolicamente la capitale della civiltà etrusca della provincia di Prato, custode di una civiltà alla base dell’Italia come nazione e come popoli italici, da tramandare alle future generazioni».

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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