Da domani giovedì 26 febbraio a domenica 1° marzo il Teatro Metastasio ospita Don Giovanni di Molière, nello spettacolo adattato e diretto da Arturo Cirillo. Un allestimento che rilegge il mito del seduttore per eccellenza — simbolo di una libertà senza limiti, capace di sfidare leggi morali e divine fino alla punizione finale — fondendo parola, musica e tradizione teatrale. Cirillo intreccia due testi: la commedia in prosa del Seicento di Molière e il libretto in versi scritto nel Settecento da Lorenzo Da Ponte per il Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart. Il risultato è una drammaturgia originale che attraversa registri diversi, dal comico paradossale alla leggerezza poetica, fino alla tragedia. In scena scorrono tutte le tappe della vicenda: il desiderio di conquistare Donna Anna, l’uccisione del Commendatore che tenta di difenderne l’onore, la fuga dall’abbandonata Donna Elvira, il corteggiamento di una giovane contadina e la gelosia del suo promesso sposo. Accanto al protagonista, l’inseparabile Sganarello, specchio ironico e insieme coscienza inquieta del suo padrone.
«La mia passione per Don Giovanni e per il suo alter ego Sganarello — spiega Cirillo — nasce dalla frequentazione dell’opera di Mozart e Da Ponte. Negli anni si è imposto in me anche Molière, e mi è sembrato naturale lavorare su una drammaturgia che unisse questi due mondi. Ho voluto conservare di Molière la forza di un comico ossessivo e paradossale, di Da Ponte la poesia e una certa “drammatica leggerezza”, mentre la musica di Mozart racconta insieme la grazia e l’ineluttabilità della tragedia. In fondo questa è la storia di chi non vuole, o non può, smettere di giocare, recitare, sedurre; senza fine, ogni volta da capo, fino a morirne». Ad accompagnare lo spettacolo, martedì 26 febbraio alle ore 19 nel foyer del teatro, è in programma un incontro di approfondimento del ciclo “Sorsi di Teatro”, a cura di Luisa Bosi. Gli spettacoli si terranno alle 20.45 nei giorni feriali, sabato alle 19.30 e domenica alle 16.30. Un’occasione per riscoprire, tra ironia e dannazione, uno dei personaggi più affascinanti e controversi della storia del teatro.
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