“In questo momento, mentre io sono a Prato ad ascoltare le necessità del territorio riguardo alle infrastrutture che sono sicuramente un punto chiave della crescita del Paese, il mio vice è a Roma e sta incontrando tutte le associazioni di autotrasporto perché siamo in una situazione molto grave con il pesantissimo aumento del prezzo del gasolio su base mensile degli ultimi trenta anni. Uno choc mai visto prima di ora. Sono preoccupato? Sì, sono molto preoccupato”. Così il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, al convegno organizzato da Confindustria Toscana e Confindustria Toscana nord sul tema delle infrastrutture, della logistica e dei trasporti. Inevitabile un forte riferimento alle pressioni degli autotrasportatori e alle risposte che il Governo sarebbe, anzi è nella condizione di dare ma che non può mettere in campo: “Rischiamo la sanzione europea – le parole di Salvini – se mettiamo un euro in più per il settore. L’Europa dorme, nel senso che dice che la situazione non è ancora abbastanza grave perché lo Stato italiano possa intervenire ma qui siamo a circa cento milioni di euro al mese di maggiori oneri e rispetto a questo è stato previsto uno sciopero dal 25 al 29 maggio che farò di tutto per evitare. L’Europa ci parla del patto di stabilità e crescita, io penso che sia un patto di stupidità e decrescita”.
Una questione, quella dell’autotrasporto, assolutamente calzante con il convegno organizzato dagli industriali perché la filiera è la stessa delle infrastrutture e della logistica. Tante le sollecitazioni rivolte al ministro dal pezzo di Toscana che va dalla Versilia alle porte di Firenze: “Su questo territorio – hanno ricordato i vertici dell’associazione – è attivo il 31,5 per cento degli stabilimenti industriali toscani, qui sono occupati 85mila addetti, il 30 per cento di tutti quelli toscani. Il nostro export ha necessità di sistemi infrastrutturali e di logistica moderni ed efficienti”.
Lunga la ‘lista della spesa’: sistema portuale, aeroportuale, ferroviario, migliore connessione dell’Interporto di Prato, ammodernamento delle reti stradali e realizzazione di nuovi collegamenti. E’ stato il presidente della Regione, Eugenio Giani, a esplicitare la priorità delle priorità: “Il nuovo aeroporto di Firenze – ha detto – è necessario più di ogni altra infrastruttura: una pista di 1.650 metri senza bretella di rodaggio, una pista che va verso Monte Morello perché funzionale alle caratteristiche degli aerei di decine e decine di anni fa. Oggi siamo alle prese con undici ricorsi. I tanti partiti del no – lo sfogo – che l’aeroporto non si possa fare per lo studio sul rospo smeraldino mi fa dire che non se ne può più”. E sull’aeroporto il ministro Salvini è stato chiaro, anzi chiarissimo: “Entro l’estate sarà pronto il Piano nazionale di sviluppo degli aeroporti e dico con convinzione che sia Pisa che Firenze devono e possono crescere, c’è posto per tutte e due. I territori mi devono portare una proposta unitaria e spero di non andare incontro a rallentamenti derivanti proprio da questo. E se qualcuno non è d’accordo, pazienza: la cosa peggiore che si può fare è non decidere”.
Salvini ha anche snocciolato tutte le altre ‘riforme’ infrastrutturali: dalla Tirrenica (“opera ferma dal 2014 con appena 55 chilometri realizzati sui 242 previsti”) alla Darsena Europa (“siamo in chiusura, parliamo di un’opera pubblica fondamentale), alla terza corsia dell’autostrada tra Firenze e Pistoia, al potenziamento della ferrovia tra Prato e Bologna: “In Toscana ci sono ad ora 13 miliardi di euro di cantieri aperti – ha spiegato – ed è certo che si deve parlare di spesa pubblica che capisco è una brutta parola ma se lo si è fatto per il reddito di cittadinanza senza che ciò abbia portato nulla, lo si può fare per le opere pubbliche a vantaggio di tutti, del trasporto delle persone come di quello delle merci”.
Gli industriali hanno ricordato al ministro quanto la Toscana abbia bisogno degli interventi e di quanto le infrastrutture rappresentino una criticità che ha concorso, insieme ad altri aspetti, a classificare la regione al 126esimo posto su 234 regioni europee.
In chiave più prettamente pratese, Giani ha mostrato grande ottimismo per la tramvia che collegherà la stazione centrale di Prato a Villa Montalvo a Campi Bisenzio. “Abbiamo previsto, nell’arco dei prossimi tre anni, una spesa di 10 milioni per gli incarichi professionali utili a realizzare il progetto – ha detto – vogliamo che tutto sia pronto nel momento in cui matureranno i finanziamenti o dallo Stato o dall’Europa. Non dimentichiamoci che dal 2028 al 2034 ci sarà il nuovo settennato di pianificazione dei Fondi strutturali europei e quindi la progettazione è la base per l’accesso a quelle risorse”. Un accenno anche alla fattibilità del collegamento tra Campi e Peretola in modo da creare la connessione tra Prato e Firenze: “Il trasporto pubblico – le parole del presidente della Regione – porterebbe tante persone che oggi in macchina sono costrette a 4-5 chilometri di fila in autostrada, altro che filosofia”. Infine la Sr 325: “Forte impegno per una soluzione”, (nadia tarantino)
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