Categorie
Edizioni locali

Il made in Prato che resiste e innova: assegnato il Premio Santo Stefano


Filati Omega, Luilor e Brachi Testing Services premiate per innovazione, sostenibilità e radicamento nel distretto pratese. Il vescovo Nerbini:«Un Premio ormai maturo ma ancora capace di parlare al futuro»


Alessandra Agrati


È stata nel segno del made in Prato, di quel «saper fare» che ha reso il distretto tessile pratese famoso nel mondo, la sedicesima edizione del Premio Santo Stefano. Ancora una volta la città toscana ha voluto rendere omaggio a quelle aziende capaci di avere successo perché hanno saputo guardare al futuro con fiducia, riuscendo a interpretare in modo positivo le sfide di questo tempo, dalla sostenibilità all’innovazione tecnologica.
Quest’anno il riconoscimento è andato a tre aziende del comparto tessile: Filati Omega di Vaiano, Luilor con sede a Montemurlo e Brachi Testing Services di Prato. A loro sono stati consegnati gli «Stefanini d’oro», vere e proprie opere d’arte realizzate per l’occasione dal sacerdote-artista monsignor Daniele Scaccini.

Servizio fotografico di Alessandro Fioretti

Il Premio Santo Stefano, dedicato al patrono cittadino e promosso da Diocesi, Comune, Provincia, Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Camera di Commercio di Pistoia e Prato e Comune di Montemurlo, è nato nel 2010 per l’intuizione dell’allora vescovo Gastone Simoni e dell’imprenditore Giovanni Masi. In sedici edizioni lo Stefanino è stato assegnato a 57 aziende del distretto produttivo pratese, 38 delle quali appartenenti al comparto tessile.
«È un Premio ormai “adulto”, entrato nel tessuto della città e nella mente delle persone che lo hanno ricevuto, ma è anche “giovane” perché ha ancora molto da dire», ha osservato il vescovo Giovanni Nerbini, ricordando come il riconoscimento continui a evolversi nel tempo. «Oggi abbiamo premiato aziende che sono nel massimo dell’espansione in un momento non facile da un punto di vista economico. Tra i dipendenti vedo tanti giovani e me ne compiaccio, dicono di sentirsi parte di un grande progetto e questa credo sia la soddisfazione più grande».
La cerimonia di consegna degli «Stefanini» si è svolta nell’auditorium della Camera di Commercio. Un momento che ha voluto raccontare un territorio capace di produrre valore non solo economico ma anche sociale. «Questo Premio vuol essere la narrazione di una Prato che genera valore, non solo economico ma sociale – ha detto Dalila Mazzi, presidente della Camera di Commercio di Pistoia e Prato –, gli imprenditori sono persone lungimiranti e li ringrazio di cuore perché rappresentano aziende vere. Mi spiace che la stampa non sia molto generosa con questo territorio – ha aggiunto Mazzi – quando invece dovrebbe tendere a valorizzare la aziende sane».

Per il Comune di Prato era presente il sub commissario Davide Lo Castro, che ha sottolineato il ruolo centrale del lavoro nella storia e nell’identità cittadina. «Fin dalla mia prima esperienza professionale in prefettura ho capito che qui a Prato il lavoro è il valore fondante della comunità. Bene hanno fatto i promotori a riconoscere coloro che sanno fare impresa con un occhio attento all’etica, quindi al fare bene. Evidenziare questo è importante in un epoca dove sembra che le relazioni tra gli individui sono dettate dalla prevaricazione. Lo si vede anche nel rapporto tra gli Stati. Questo Premio ci dice che un modello diverso è possibile».
Anche Simone Calamai, sindaco di Montemurlo e presidente della Provincia di Prato, ha richiamato la forza del distretto manifatturiero locale, ricordando come le aziende premiate rappresentino solo una parte di una realtà più ampia. «Siano solo una fetta di un ampio numero di aziende sane del nostro distretto manifatturiero. Prato ha certamente problemi di illegalità da combattere, ma è un grande luogo dove si lavora e si produce con eticità e questo lo rende uno dei distretti più importanti in Italia e in Europa. Tocca alle istituzioni sostenere chi lavora bene e combattere chi è nell’illegalità».
Di clima di festa e di condivisione ha parlato Diana Toccafondi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. «Sono convinta che le persone possono conoscersi meglio attraverso le cose che fanno, fare è pensare. Abbiamo parlato di andare avanti nonostante la crisi, La Pira diceva citando San Paolo: “spes contra spem”, speranza contro ogni speranza, che significa anche sperare nella capacità di produrre cose buone, ovvero essere cittadini che hanno qualcosa di buono da offrire».
Ospite della sedicesima edizione del Premio è stato l’economista Luigino Bruni, che ha dedicato il suo intervento alla figura dell’imprenditore, richiamando l’esempio di Francesco di Marco Datini, celebre mercante pratese. «Dalle sue lettere, conservate nell’Archivio di Stato di Prato, si leggono cose interessantissime – ha detto Bruni –, Datini dice che un imprenditore che non ha ragione della gente del mondo non è un imprenditore. Occorre avere uno sguardo buono per la gente del mondo». Nel suo intervento Bruni ha ricordato anche altri insegnamenti lasciati dal fondatore di una delle prime multinazionali della storia. «La capacità di cooperare e l’arte della manutenzione dei rapporti. Nelle scuole di economia non si insegnano la mitezza, la consuetudine, la misericordia. Invece sono grandi doti che deve avere un imprenditore. È importante poi fidarsi, è importante perdonare, che badate bene è una parola economica e non del confessionale. Quanti conflitti nascono perché non riusciamo a chiedere scusa?». E infine, citando ancora Datini, ha concluso: «le crisi non passano, ma cambiano forma, sapremo uscirne solo imparando ad amare la gente del mondo».

I vincitori 2025-2026. Per Brachi Testing Services hanno ritirato il Premio il fondatore dell’azienda Primo Brachi con la figlia Costanza e il nipote Giulio Lombardo, che da alcuni anni sono entrati a far parte della dirigenza dell’azienda. Fondata nel 1977, questa realtà imprenditoriale si occupa di controllo della qualità per l’industria della moda su capi di abbigliamento, calzature, articoli in pelle, accessori e rivestimenti. Offre consulenze personalizzate in processi di sviluppo, verifica e di controllo dei prodotti, siano essi materie prime, semilavorati o prodotti finiti. Pur mantenendo la «testa» a Prato, Brachi Testing Services si è sviluppata in Asia, diventando l’unico laboratorio italiano abilitato a emettere rapporti di prova con valore legale in Cina.
Filati Omega, rappresentata dai titolari Gabriele Innocenti, Beatrice e Simone Chiaramonti, dal 1962 è una eccellenza del distretto tessile pratese. Si trova in Valbisenzio, alla Briglia, ed è specializzata nella produzione di filati in lana, cachemire e fibre nobili destinati ai principali brand mondiali della moda e dell’arredamento. Punto di forza è la certificazione «Cardato Recycled», che attesta l’uso di materiali rigenerati con processi a basso impatto ambientale. Con il recente progetto Linfa, l’azienda ha esteso la sua ricerca anche al riciclo del lino. La produzione è rigorosamente locale, basata su una filiera corta che garantisce qualità e tracciabilità totali. Nonostante le sfide recenti, come l’alluvione del 2023, Filati Omega continua a investire in tecnologie 4.0 e mobilità sostenibile.
Luilor nasce nel 1990 Montemurlo ed è specializzata nella creazione di tessuti di alta gamma realizzati prevalentemente con fibre naturali come lino, cotone e lana. Il suo nome è l’unione delle iniziali dei figli del fondatore Marco Biagioni, Luigi e Lorenzo. Oggi sono questi ultimi a rappresentare il presente e il futuro dell’azienda. La produzione di Luilor spazia dall’arredamento di lusso, fornendo i più prestigiosi brand mondiali, fino alle collezioni per le grandi case di moda. L’azienda coniuga un forte orientamento al design e alla ricerca estetica con un impegno concreto verso la sostenibilità, certificato dai principali standard internazionali. Fiore all’occhiello dell’azienda è l’archivio, che custodisce oltre trent’anni di storia, rappresentando un punto di riferimento essenziale sia per il team che per i clienti che visitano lo showroom. Luilor è un esempio perfetto di Made in Prato, capace di unire tradizione artigianale e innovazione industriale

Edizioni locali: Prato

CONSIGLIATI

logo_footer_notiziediprato
logo_footer_notiziediprato

Notizie di Prato

è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
Iscrizione al Roc n° 20.901

Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

Notizie di Prato

è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
Iscrizione al Roc n° 20.901

Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)
©2024 Notizie di Prato - Tutti i diritti riservati
Powered by Rubidia