La Pugilistica Pratese rischia di morire, rischia di spegnere per sempre le sue insegne e con quelle il sogno, la fatica, il sudore di chi ha fatto del ring la propria seconda casa. Il motivo? La Pugilistica Pratese non ha uno spazio adeguato, non ha una palestra degna di tale nome. E così, con 71 anni di storia sulle spalle, il rischio di chiusura è concreto. Ed è disperato il grido di allarme del maestro Fausto Talia: “La città non lasci morire questa bella realtà che non è stata solo sport ad alti livelli ma è anche sociale, punto di riferimento per tanti giovani. Fino al 2024 abbiamo retto difendendo, nonostante le mille difficoltà, il trentesimo posto su 2.500 palestre in tutta Italia, il settimo in Toscana. Lo scorso anno non abbiamo organizzato un solo evento: non ci sono pugili e la colpa è del posto in cui siamo, un ambiente che non si può chiamare palestra, un ambiente fatiscente che non va bene”.
Da quattro anni la Pugilistica Pratese è in via Convenevole da Prato, in una palestra di proprietà del Comune. Quella che doveva essere una soluzione ponte di un anno in attesa di una sistemazione migliore, sta diventando la ‘tomba’ dell’associazione sportiva. “Per decenni – racconta Talia – la società ha svolto la sua attività nella mitica palestra Etruria, poi abbandonata perché non più a norma. Da lì è iniziativa una lunga e dolorosa odissea: prima il trasferimento nella palestra di via Roma, poi in quella di via del Seminario anch’essa non a norma, fino all’attuale sede in via Convenevole da Prato, una struttura fatiscente, con spazi del tutto inadeguati allo svolgimento dell’attività pugilistica. Inadeguato al punto che sta morendo tutto”.
Sembrano lontani anni luce i fasti della Pugilistica Pratese che ha espresso grandi campioni nel mondo dei professionisti: da Bruno Santini, storico rivale di Nino Benvenuti nei ‘pesi medi’ degli anni Sessanta, a Marco Papasidero, campione italiano ‘Superwelter’ nel 2021, passando da Francesco Di Fiore, campione italiano ‘Superwelter’ nel 2010 e nel 2013. Ottimi i risultati anche in campo dilettantistico con il cinque volte campione italiano assoluto Alex Ferramosca che per dieci anni è stato anche nella Nazionale di boxe. Un settore, quello dei dilettanti, che ancora oggi riserva soddisfazioni grazie a Fabio Skuqi, vincitore di più di una medaglia d’oro al torneo ‘Nepi-Etruria’.
“Titoli e risultati – il commento di Fausto Talia – che hanno portato il nome di Prato ben oltre i confini locali. La Pugilistica Pratese ha inoltre ricevuto per ben due volte dal Comune di Prato il premio Bacchino sport, riconoscimento che celebra atleti e società che si sono distinti per meriti sportivi e valore educativo, e ora”?
La ‘missione’ della Pugilistica Pratese va oltre lo sport: “Siamo un riferimento per tanti ragazzi, per tanti giovani delle case famiglia che qui trovano un approdo, un porto sicuro. Ora rischia di finire tutto”.
Al grido di allarme del maestro Fausto Talia si aggiunge quello di Massimo Taiti, delegato Coni di Prato: “E’ un ritornello che si ripete da anni – dice – quanti impianti sportivi sono chiusi o stanno per chiudere perché non a norma? Tanti, troppi. Decenni di assenza di manutenzione straordinaria ci hanno condotto a questo stato di cose”.
La voce di Taiti è una denuncia forte, l’ennesima: “I pratesi che vogliono praticare sport in sicurezza e con decoro sono sempre di più costretti a rivolgersi a strutture private perché l’ente pubblico non è in grado di soddisfare la domanda sportiva. Quando si avvicinano le tornate elettorali, spuntano come funghi liste più o meno civiche e sportive che nell’immediato raccolgono qualche centinaio di voti dispensando promesse che puntualmente non verranno mantenute. Oggi – ancora Taiti – mi rivolgo non ai politici ma alla città che conta, affinché ascolti il grido disperato dei dirigenti della Pugilistica pratese, costretti ad allenarsi in una struttura angusta e inadatta mentre perdono giorno dopo giorno tesserati e giovani. L’impegno del Coni, anche quest’anno, sarà a fianco di quelle discipline più in difficoltà che, rispetto ad altre più fortunate, vivono il disagio cronico della mancanza di impianti sportivi adeguati”.
Per finire l’appello al commissario Sammartino: “Chiedo a lui, che è sempre stato disponibilie all’ascolto e nella ricerca di soluzioni per lo sport cittadino – dice Taiti – di affrontare con urgenza questa specifica problematica. Stiamo parlando di una tradizione che merita spazi, strutture e attenzione, perché non vada perduto ciò che in più di settant’anni è stato costruito: una fucina di campioni e una scuola di vita per la città”.
Taiti insiste sull’importanza di una soluzione prima che sia troppo tardi: “Non lasciamo morire la Pugilistica Pratese, sarebbe una macchia sulla coscienza della città”. (nadia tarantino)
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