ll Comune di Prato dovrà versare 244.823 euro all’Agenzia delle Entrate come rimborso per le spese sostenute durante le procedure di recupero di crediti delle cartelle esattoriali emesse prima del 2000. Si tratta di somme che l’amministrazione comunale cercava di incassare da cittadini e imprese ma che – dopo anni di tentativi andati a vuoto – non sono mai state riscosse. Sono due i capitoli in questione: uno riguarda le cartelle con un importo fino a duemila euro comprensivo di capitale, interessi e sanzione iscritte a ruoli resi esecutivi fino al 31 dicembre 1999 e che vengono annullati in automatico; il secondo riguarda cartelle con importo superiore a duemila euro che, nonostante i tentativi previsti e consentiti dalla norma, non si è riusciti a incassare. Ecco che quando non è proprio più possibile recuperare le somme, il Comune che aveva emesso le cartelle, deve rimborsare all’Agenzia delle Entrate le spese sostenute per tentare l’incasso: notifiche, solleciti o pignoramenti non andati in porto . L’ammontare complessivo è stato quantificato dall’allora Equitalia (oggi Agenzia delle Entrate) e comunicato ufficialmente all’ente. Ora il Comune provvederà a liquidare la cifra, chiudendo così una partita aperta da decenni.
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