La sentenza sul caso del Buzzi Lab torna sotto i riflettori. Questa volta non per l’inchiesta giudiziaria che ha tenuto banco per anni, ma perché viene indicata come modello di riferimento per la gestione del conto terzi nelle scuole. La pronuncia della Corte dei conti, che ha definitivamente assolto il dirigente scolastico Erminio Serniotti, due docenti e il direttore dei servizi amministrativi dell’istituto, è stata ripresa dalla rivista specializzata Amministrare la Scuola come una sorta di manuale operativo per dirigenti e amministrativi scolastici. I giudici hanno chiarito che la normativa sulla contabilità scolastica consente lo svolgimento delle attività conto terzi e la ripartizione dei relativi proventi, purché le decisioni siano motivate e assunte dagli organi collegiali competenti. Un’interpretazione che oggi viene proposta come guida per evitare errori nella gestione amministrativa. È curioso che una vicenda nata da accuse pesantissime, con richieste di risarcimento per oltre sette milioni di euro e un contenzioso durato anni, venga oggi riletta in questa chiave. Resta il dato: il caso Buzzi, dopo aver attraversato le aule di giustizia, entra ora nei manuali. Un riferimento per le scuole alle prese con il conto terzi, ma anche l’esito di una strategia che di fatto ha portato alla chiusura del Buzzi Lab, un’eccellenza non solo per l’istituto, ma per l’intera città.
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