“Come la fame vien mangiando anche la sete vien bevendo e così dopo il liquore al sedano, Selinon, che resta la mia particolarità, e dopo il primo amaro, ‘L’amaro in bocca’, ora arriva un altro amaro, ‘Guidobaldo’”. ‘Guidobaldo’ è la nuova creatura di Renzo Bellandi, ristoratore pratese, patron di ‘Megabono’, cultore del territorio e delle sue tradizioni che mette nel piatto in chiave talvolta rivisitata senza però mai tradire genuinità e bontà. Prima di arrivare alla ricetta perfetta c’è voluto un anno di studio, di prove, di mix, di miscele delle tante erbe autoctone che crescono spontaneamente in Calvana e sul Monte Ferrato. Poi, finalmente, l’amaro è stato imbottigliato. “Grazie al prezioso lavoro dell’azienda di distillati Nunquam – spiega Renzo Bellandi – il mio trittico è realtà: accanto ai due liquori già in commercio, arriva questo amaro che vuole rappresentare in qualche modo la mia città che spesso viene descritta come un po’ amara, appunto, ma che ha potenzialità infinite che solo un attento palato, per restare in tema, può cogliere”.
Le erbe aromatiche hanno impegnato a lungo il padre di ‘Guidobaldo’ che ha condotto ricerche approfondite sulla specificità e sulle caratteristiche di ognuna per capire quali, una volta infuse, potessero rispondere alle sue esigenze ed esaltare profumo, gusto e retrogusto.
‘Guidobaldo’ presenta un’etichetta che richiama le erbe e che è stata realizzata da Teresa Monni, giovane grafica vaianese che tre anni fa, in occasione dell’anniversario della strage di Bologna, ha firmato il manifesto dal titolo ‘La verità si ricompone’.
Il nuovo amaro a chilometro zero è già in commercio al ristorante ‘Megabono’ e sugli scaffali di Atipico, il negozio dei prodotti tipici pratesi.
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